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Milano
Il Comune di Milano assegna 80 alloggi ai rom. Inchiesta
Milano, case ai rom

di Fabio Massa

Numeri, fotografie, video, nomi e cognomi. La storia che Fabio Altitonante, consigliere regionale, ha raccontato ad Affaritaliani.it, e che sarà oggetto di una trasmissione televisiva (Linea d’Ombra, su Telenova stasera alle 20.30, per la conduzione di Adriana Santacroce) e di una trasmissione radiofonica (Pane al Pane, su Radiolombardia, stasera tra le 18 e le 20), ha di che far riflettere. Aler, l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, ha infatti ristrutturato a proprie spese ben 640 alloggi per una spesa di fondi regionali di circa 10 milioni di euro. In tempi di magra, non certo noccioline. Ma visto che il tema della casa è fondamentale, è giusto così. Il problema arriva sulle assegnazioni, che è il Comune a fare. Il primo problema è finanziario: il 70 per cento delle assegnazioni è in “fascia di protezione”. Costo dell’affitto? 50 euro al mese. Praticamente nulla. Per Aler è un danno pazzesco. Il secondo problema è nella natura delle persone piazzate dal Comune nelle case dell’Aler. Il lungo elenco che Fabio Altitonante ha infatti ottenuto vede decine di persone di etnia rom inserite nelle case, spesso, appunto, in categoria “fascia di protezione”. Provenienti dall’Albania e dalla Romania, sono state anche fotografate e filmate. “Guardando le assegnazioni, si nota subito che gli italiani sono agli ultimi posti, se ci sono - spiega ad Affari Fabio Altitonante - Per non parlare delle assegnazioni in deroga, ossia fuori bando. Dovrebbero servire per i casi di emergenza. Quanti sono i milanesi costretti, ad esempio, a dormire in macchina o in altri posti di fortuna? Ebbene, negli ultimi due anni, la Giunta Pisapia ha assegnato almeno 80 appartamenti a rom e, di questi, più del 70% è stato assegnato in deroga. In pratica, hanno avuto un “accesso privilegiato”. Qual è il criterio?”. Ecco, appunto, il criterio. “Pura discrezionalità. Sull’altro fronte, invece, c’è Aler Milano, che era in gravi difficoltà economiche, e adesso conta i primi risultati importanti. Abbiamo invertito la tendenza, eliminando gli sprechi e investendo nuovi fondi sulle opere prioritarie, come la manutenzione, il recupero degli alloggi sfitti e nuove case - spiega Altitonante - La questione delle case popolari, però, investe competenze distinte e coinvolge soggetti e sensibilità profondamente diversi.

Foto3Milano, case Aler assegnate ai romGuarda la gallery

La legge regionale stabilisce i criteri fondamentali, ai Comuni spettano le assegnazioni e poi ci sono i gestori (a Milano Aler e MM). In Regione stiamo lavorando alla nuova legge. Uno degli obiettivi è stabilire regole adeguate alle mutate esigenze delle persone più bisognose. Certo, le scelte dei Comuni sono determinanti”.

La soluzione di questa vicenda, per Altitonante, è semplice: “Le assegnazioni devono passare direttamente in capo ai gestori, eliminando i passaggi inutili. Aler Milano, ad esempio, potrebbe seguire l’intero iter, dall’avvio della pratica alla consegna vera e propria delle chiavi di casa - racconta Altitonante - Anche perché Aler Milano è una delle più grandi immobiliari d’Europa e i conti dell’ultimo bilancio sono in pareggio, anzi, in continuo miglioramento. Il problema è finanziario, cioè mancano i soldi degli affitti. Ricordo che per l’anno 2014 la percentuale di morosità è superiore al 40 per cento. Ma grazie alla riforma abbiamo tagliato gli sprechi e stiamo recuperando risorse da reinvestire per la manutenzione, il recupero delle case sfitte e altri interventi prioritari. Con la nuova organizzazione abbiamo prodotto risparmi di almeno 5 milioni di euro all’anno. I primi stanziamenti importanti li abbiamo fatti già nel 2013 per riallineare i conti di Aler Milano. Poi siamo intervenuti con un finanziamento per il recupero degli alloggi sfitti, stanziando 8 milioni di euro, e ancora, con l’assestamento di Bilancio, abbiamo assegnato ad Aler altri 66 milioni di euro. Sul fronte dei lavoratori posso dire fin da subito che non ci sarà nessun licenziamento. E’ stato fin da subito l’impegno di Forza Italia. Ad esempio, abbiamo inserito garanzie precise nel piano di dismissione delle società controllate, penso ad Asset srl. Andiamo avanti su questa strada, ne siamo certi. Potrebbero esserci piccoli ridimensionamenti degli stipendi, con contratti di solidarietà, ma lo deciderà l’Azienda insieme ai Sindacati. Comunque – lo ribadisco – i livelli occupazionali resteranno invariati".

LA REPLICA DELL'ASSESSORE BENELLI/ Alle accuse di Altitonante risponde con una nota l'assessore alla Casa Daniela Benelli: "Il Comune di Milano non sceglie a chi assegnare le case popolari. Esiste una graduatoria che determina a chi assegnare un alloggio secondo un rigoroso ordine di posizione. E Altitonante dovrebbe saperlo. Come si compone la graduatoria? Secondo i criteri rigorosamente stabiliti dal Regolamento della Regione Lombardia. Anche i canoni che gli inquilini devono versare sono fissati dalla legge 27 del 2009 della Regione Lombardia. Che, come è facile intuire, riconosce alle famiglie più indigenti, e che si trovano ai primi posti della graduatoria, un canone sociale. Il Comune può favorire o meno una nazionalità? No, oltre che gravemente discriminatorio, sarebbe un grave arbitrio rispetto a quanto previsto dalla legge regionale, che ai Comuni chiede di accertare la presenza di regolare permesso di soggiorno in caso di cittadini extracomunitari e, per tutti, la residenza in Regione da almeno 5 anni. La categoria ‘anagrafica’ Rom, di cui parla Altitonante, non esiste e non potrebbe esistere nelle graduatorie Erp. Così come non esiste alcuna classificazione che faccia riferimento a etnie, razze, religioni, culture"

"Quindi il bando per raccogliere le domande di chi vuole accedere alla case popolari - prosegue l'assessore -, la graduatoria, le assegnazioni: tutto viene fatto dai Comuni secondo le regole stabilite da Regione Lombardia. Di quale discrezionalità sta parlando Fabio Altitonante? Forse crede, ancora una volta erroneamente, che le assegnazioni in deroga siano appannaggio degli uffici comunali? Altra falsità. Quelle che chiamiamo assegnazioni in deroga e che ancora una volta sono previste dalla legge regionale, riguardano famiglie che si trovano già in graduatoria, ma che per una situazione di grave emergenza ‘salgono’ di posizione. Le richieste di queste famiglie sono esaminate da un’apposita Commissione che, nella massima correttezza e trasparenza, provvede a stilare un’ulteriore graduatoria nella graduatoria. Trovo davvero sconfortante, e politicamente disonesto, che un tema così complesso venga affrontato con tanta approssimazione e ignoranza. O forse dovrei dire strumentalizzazione. Ma purtroppo, da Regione Lombardia non è una novità. Spero solo che le parole di Altitonante non servano a preparare il campo per la riforma di cui si sta parlando in questi mesi. Se, come pensa il consigliere, dovesse passare l’idea scellerata che saranno i gestori a scegliersi gli inquilini, allora sì che ci sarebbe discrezionalità e discriminazione. E magari Aler userà la graduatoria per sanare il suo buco di bilancio…alla faccia di tante famiglie milanesi, italiane e non, che da anni aspettano una casa".

@FabioAMassa

Tags:
milanoromalloggiassegnazioni







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