La commissione, infatti, è orientata ad archiviare la sua indagine: la discussione continuerà nella prossima riunione fissata per giovedì. In particolare, i consiglieri starebbero lavorando ad un documento, che, pur proponendo l’archiviazione, potrebbe contenere alcuni punti critici. Proprio per questo, la commissione dovrà valutare se, archiviando il fascicolo, trasmettere contestualmente gli atti ai titolari dell’azione disciplinare o alla quinta commissione, che si occupa della conferma, dopo quattro anni, negli incarichi direttivi e semidirettivi.
Il relatore della pratica Mariano Sciacca, ha presentato una bozza di lavoro, dopo gli atti acquisiti durante l’istruttoria delle scorse settimane: da questa, infatti, non sarebbero emersi elementi in grado di affermare che sia venuta meno l’indipendenza e l’autonomia di Bruti e Robledo nell’esercizio delle loro funzioni.
Sullo scontro in Procura a Milano è ancora al lavoro anche la settima commissione, competente sull’organizzazione degli uffici giudiziari: non si è ancora arrivati ad un documento conclusivo e la prossima riunione è fissata, anche in questo caso, giovedì. In settima commissione si ragiona su un documento anch’esso critico, che potrebbe portare alla trasmissione degli atti al pg di Cassazione – che sul caso ha già avviato una pre-istruttoria – o alla quinta commissione.
I nodi cruciali restano: il fascicolo dimenticato in cassaforte sull’inchiesta Sea-Gamberale, il presunto ‘doppio pedinamento’ di uno degli indagati dell’inchiesta Expo, nonché il passaggio dell’inchiesta Ruby al procuratore aggiunto Ilda Boccassini, dopo il trasferimento del pm Antonio Sangermano, titolare del fascicolo, dal pool guidato dall’aggiunto Alberto Nobili a quello Antimafia che fa capo a Boccassini. Giovedì, dunque, le commissioni potrebbero arrivare alla decisione finale sullo scontro Bruti-Robledo, anche se non si esclude che i tempi potrebbero essere più lunghi.
