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Il progetto di CAV Mangiagalli con Fondazione Gi Group
Sostegno genitorialità

Il progetto di CAV Mangiagalli con Fondazione Gi Group

Il Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli, attivo dal 1984 a tutela della maternità e della famiglia, ha avviato un progetto insieme a Fondazione Gi Group, la realtà di Gi Group Holding nata per sviluppare la cultura del lavoro, intesa come educazione al valore personale e sociale del lavoro.Questo sodalizio si inserisce in un contesto che vede, come emerge da uno studio promosso da Fondazione Gi Group, l’Italia tra i Paesi in cui la nascita di un figlio ha un maggior impatto differenziato di genere sulla carriera.

La collaborazione vedrà la realizzazione di percorsi di formazione e di avviamento/reinserimento nel mondo del lavoro

Se nell’età della conciliazione – quella tra 25 e 49 anni – lavora circa il 72% delle donne senza figli, la percentuale precipita a 55% con figli in età prescolare. Ciò trova riscontro anche nell’esperienza diretta del CAV Mangiagalli: le principali difficoltà che emergono dai colloqui con le donne sono, nell’80% dei casi, di tipo economico – sociale. Alle donne che gli operatori del Centro incontrano spesso non solo manca una rete di affetti solida, ma anche una stabilità professionale economica, che accentua le loro preoccupazioni. La collaborazione vedrà la realizzazione di percorsi di formazione e di avviamento/reinserimento nel mondo del lavoro gratuiti rivolti sia alle mamme sia ai papà con la finalità di rendere le donne e le famiglie, incontrate e sostenute, autonome, indipendenti e integrate nella società.

Soemia Sibillo: "Sono felice di aver realizzato uno degli ultimi desideri di Paola Bonzi"   

“Sono felice di aver realizzato uno degli ultimi desideri di Paola Bonzi – dichiara Soemia Sibillo, direttrice del Centro di Aiuto alla Vita più grande d’Italia che sostiene ogni  anno circa 1.400 mamme – dar vita a un progetto dedicato alla formazione-lavoro, attento in particolare alle esigenze di una maternità difficile. Aiutare a trovare un lavoro o riqualificare le competenze attraverso un corso di formazione significa anche, soprattutto nel nostro caso, salvare una vita, far accogliere un bambino con minori preoccupazioni, farlo crescere in un ambiente più sereno, ridare dignità alle persone favorendo la loro integrazione nella società”.Attraverso un’attività di prequalificazione Gi Group, la società di Gi Group Holding che si occupa di Temporary, Permanent e Professional Staffing, e CAV Mangiagalli valuteranno l’occupabilità delle mamme e dei papà, evidenziando punti di forza e aree di miglioramento, orientandoli verso il percorso più coerente (formazione-lavoro), fornendo competenze utili per essere immediatamente occupabili sul mercato del lavoro.

La formazione e l’orientamento sono infatti gli strumenti che Fondazione Gi Group pone al centro nella sua missione

La formazione e l’orientamento sono infatti gli strumenti che Fondazione Gi Group pone al centro nella sua missione volta a rendere il Lavoro Sostenibile e quindi anche inclusivo.“Siamo orgogliosi di promuovere questo progetto insieme a una realtà come il CAV Mangiagalli in quanto espressione dello spirito con cui ogni giorno perseguiamo l’obiettivo di avere un impatto positivo sulla vita delle persone attraverso il riconoscimento del valore e del ruolo sociale che ha il lavoro - dichiara Chiara Violini, Presidente di Fondazione Gi Group – Sarà quindi un’occasione per noi di mettere a disposizione la nostra expertise per donne e uomini che stanno vivendo una fase delicata della loro vita, andando a rimuovere grazie alla formazione gli ostacoli alla loro employability, ovvero ciò che noi consideriamo il presupposto necessario per il Lavoro Sostenibile.

”Questo ulteriore progetto si inserisce nell’impegno e nelle azioni, mai assistenzialistiche, del CAV Mangiagalli con l’obiettivo di rendere le donne parte attiva, rinforzando le risorse personali, di autonomia e responsabilità. Ad oggi le mamme che si rivolgono al CAV Mangiagalli vengono aiutate per un periodo indicativo di 18 mesi, dall’inizio della gravidanza fino all’anno di età del bambino, con la finalità di avviarle verso un’autonomia familiare. Il progetto è stato denominato “Diciotto Più” proprio per identificare quel “dopo”, quel futuro che spetta alla famiglia costruire e portare avanti.

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