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Milano
Immigrati, nuovo round Maroni-Majorino. "Tagli, vado avanti", "Mi irrita"
pierfancesco majorino

La Lombardia andra' avanti nel minacciato taglio dei trasferimenti ai Comuni che accetteranno nuovi immigrati. Lo ha confermato il presidente della Regione, Roberto Maroni, rispondendo alle critiche sulla fattibilita' di quanto annunciato ieri. "Faro' quello che ho detto - ha spiegato Maroni - io non faccio proclami o annunci, faccio quello che ho detto". Del tema, ha spiegato il governatore lombardo, e' stato incaricato di occuparsi l'assessore Massimo Garavaglia: "Stiamo facendo una serie di proposte. Si puo' fare? Certamente si', si puo' fare e lo faro'. Parlo dei fondi della Regione non di quelli del governo". Alle obiezioni dei costituzionalisti sulla legittimita' dell'iniziativa, Maroni si e' limitato a rispondere: "Non si preoccupino"

Maroni ne ha anche per il premier Matteo Renzi, che ha richiamato le responsabilita' dei precedenti ministri dell'Interno sull'attuale ripartizione degli immigrati: "Il presidente del Consiglio, se c'e' un problema, cerca di risolverlo e non dice 'e' colpa mia o e' colpa tua', siamo alle comiche". "Prima - ha detto a margine dell'assemblea di Confcommercio - era sempre colpa di Berlusconi, ora e' colpa di Maroni. Questo governo non sta risolvendo il problema degli immigrati. Non accetto piu' che il governo decida scavalcando la Regione. "Il tema dell'immigrazione e' serio e voglio risolverlo - ha poi aperto Maroni - sono disposto a discuterne con il governo. Io ho messo il dito nella piaga, il problema dell'immigrazione e' assai rilevante e molto sentito dai cittadini e va gestito in modo diverso. Il ministro Alfano ha detto che vuole fare come ho fatto io? Benissimo, io ho fermato gli sbarchi dopo la primavera araba". Il governatore della Lombardia ha poi chiesto che il governo faccia "una battaglia in Europa": "Renzi metta i pugni sul tavolo e prenda per il bavero i ministri dei vari Paesi europei". Tornando alla Lombardia, il governatore ha invitato il presidente del Consiglio a dare alla Regione "i 160 milioni che vanta per le spese sanitarie degli immigrati". "io ho posto un problema - ha concluso Maroni - ho ricevuto accuse ed offese, qualcuno ha parlato di metodi mafiosi e ne rispondera' agli avvocati".

PISAPIA: "SI RILEGGA IL VANGELO"/ Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, invita il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, a rivedere la Costituzione ed il Vangelo dopo le ultime affermazioni sugli immigrati. "La legge e' la Costituzione e forse sarebbe opportuno che la riguardasse un attimo, visto che ha giurato sulla Costituzione. Dall'altro lato - ha proseguito Pisapia, a margine dell'assemblea di Confcommercio -, visto che mi pare sia credente, vada a rivedersi il Vangelo.  L'ipotesi che la Regione possa tagliare i fondi ai Comuni lombardi che accetteranno altri immigrati e', secondo Pisapia, "una follia giuridica". "Uno, prima di parlare - ha sottolineato il sindaco di Milano, riferendosi ancora a Maroni - dovrebbe leggere la Costituzione. Il problema e' che quando non si hanno idee per risolvere i problemi si tirano fuori proposte demagogiche che contrastano con la legge, con la Costituzione e con quanto lui stesso (Maroni, ndr) ha fatto in passato".

MAJORINO: "MARONI PARLA E NON FA NULLA, MI IRRITA"/ "Maroni dice ai comuni di fare quello che lui ha impedito di fare: da Ministro dell'Interno, lui i profughi ai comuni li ha mandati. Ci vuole corresponsabilità": così l'assessore alle politiche sociali di Milano Pierfrancesco Majorino ai microfoni di Radio Lombardia sulle minacce del presidente della Regione Roberto Maroni di tagliare le risorse ai comuni che accolgono nuovi migranti. "E' troppo facile fare così e lasciare il peso dell'accoglienza a pochi comuni. Serve il contrario di quello che propone Maroni, occorre aiutarsi. Il fenomeno, se distribuito equamente, non ha impatto enorme". "A Milano siamo in difficoltà. Milano è una delle poche che svolge questo compito. Abbiamo 800 persone ogni notte, non abbiamo più posto. Abbiamo smesso di accogliere se non bambini o anziani". Majorino attacca: "Il limite lo abbiamo superato, la situazione nonè più sostenibile. Mi irritano le parole di Maroni,  perchè lui non fa nulla. Non coinvolge neanche i comuni amministrati dal suo partito, che dovrebbero tirar su le maniche e darsi una mossa in modo che il peso non sia sulle spalle di pochi. Mi si deve spiegare, una volta che i profughi arrivano in Italia, cosa dobbiamo fare. Se non sviluppiamo azioni di accoglienza, ce li avremo tutti per strada. Questo  pensiero dovrebbe accompagnare sparate come quelle fatte dal presidente della Lombardia".

IL PREFETTO: "MILANO SI ATTIENE A DIRETTIVE GOVERNO"/  "Milano attende le direttive e gli invii che il governo effettuera' e rispondera' secondo i criteri generali". Lo ha affermato il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, dopo che il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha diffidato i Comuni della regione ad accogliere nuovi immigrati. "Io non ho ricevuto nulla, alcuna lettera o indicazione - ha spiegato il prefetto, con riferimento alle nuove indicazioni del governatore lombardo - comunque sono vicende di carattere politico che non spetta al prefetto valutare". A Milano "i centri di accoglienza sono abbastanza pieni", ha poi precisato Tronca a margine dell'assemblea di Confcommercio, "ma siamo sempre pronti a fare la nostra parte in termini di solidarieta'".

MARONI CONTRATTACCA: "DA NOI PIU' PROFUGHI CHE NELLE REGIONI ROSSE"/ I dati del Viminale dicono che "la Lombardia e' la terza regione in Italia per numero di clandestini in rapporto alla popolazione. Abbiamo il 9% di immigrati contro il 2-3% della maggioranza delle regioni 'rosse'. Non e' un po' una discriminazione?". A dirlo e' il presidente della Regione Lombardia, il leghista Roberto Maroni, nel corso della trasmissione Orario Continuato su TeleLombardia. "In aprile - ha aggiunto Maroni - la governatrice del Friuli Serracchiani, ha detto 'basta profughi', ma allora il governo non ha fatto polemica come in seguito alle mie dichiarazioni, ma hanno risposto 'li mandiamo da un'altra parte'. Maroni ha poi sottolineato che "bisogna bloccare i flussi e non far arrivare da noi quelli che non sono profughi, ma clandestini". Invece "il governo non solo li fa entrare ma addirittura li va a prendere a 10 miglia dalle coste libiche. E, una volta arrivati, li manda in giro per la Lombardia attraverso le Prefetture. Io ho detto che non ci sto, che non va bene e ho invitato i sindaci a non accettarne piu'". Sulla questione e' intervenuto anche l'assessore lombardo alla Sicurezza e immigrazione, la leghista Simona Bordonali: "Invitiamo i sindaci ad alzare la voce e a fare fronte comune con la Regione per impedire un'invasione senza precedenti e per evitare che il business dell'immigrazione colpisca anche il nostro territorio". "Quattro anni fa - ha proseguito Bordonali - il ministro dell'Interno Roberto Maroni si trovo' ad affrontare una vera e propria emergenza causata dalle rivolte popolari in Siria, Libia, Egitto, Tunisia, Marocco, Somalia e Algeria e lo fece coinvolgendo tutti i rappresentanti degli enti locali, riuscendo a gestire in maniera impeccabile i flussi e fermando gli sbarchi al termine dell'emergenza"

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