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Milano
“In Stazione esperienza choc. Chiediamo fondi all’Onu”

di Fabio Massa

Umberto Ambrosoli, leader di Patto Civico in Regione Lombardia, avversario di Maroni alle ultime elezioni racconta ad Affari: “In Stazione Centrale esperienza sconvolgente”. Poi, sulle primarie di Milano: “Per decidere se candidarmi devo sapere quali sono le regole del gioco”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Umberto Ambrosoli, parliamo di immigrazione e profughi.
Ieri sono andato in Stazione Centrale su invito dell’assessore alla Sanità Mario Mantovani. Ho visto una situazione, da cittadino milanese, veramente sconvolgente. Conoscevo la realtà difficile dei profughi, ma è stata comunque un’esperienza che ogni cittadino milanese dovrebbe provare, prima di parlare di profughi.

Quali considerazioni politiche può avanzare adesso?
Prima considerazione: c’è l’esigenza di un presidio sanitario, che finalmente sta per arrivare. A maggio 2014 la maggioranza in consiglio regionale aveva negato la trattazione in urgenza del punto riguardante l’esigenza di fare un presidio sanitario. Ancora a settembre 2014 il consiglio aveva votato contro la mozione del Pd e del Patto Civico sul punto. Il fatto che oggi abbiano capito che questo presidio è importante è ovviamente positivo.

Va bene il presidio, ma la Regione che cosa può fare?
Davanti a un fenomeno che ha caratteristiche e dimensioni degli attuali flussi migratori, non si può chiedere tutto a un Comune, una Regione, neppure all’Europa. Senza l’Onu non si va da nessuna parte. 

E quindi?
Quindi c’è l’esigenza di collaborazione tra tutti questi enti. Ce lo impongono la dimensione del fenomeno, il carattere normativo nazionale e internazionale. L’articolo 10 della Costituzione ci vincola all’accoglienza di queste persone, e direi anche giustamente. Lo stesso ci dice la Convenzione di Ginevra. A fronte di questo quadro non si può sostenere che basti bombardare i barconi o invadere la Libia, anche se un presidio negli stati dell’Africa del Nord è una risposta che va data. E non mi sembra il caso che davanti al dramma che stiamo vivendo la risposta sia che le regioni del Nord si comportano esattamente come gli stati dell’Europa del Nord che tentennano rispetto alle quote che sono state loro assegnate.

Insomma, Maroni si comporta come Inghilterra e Francia?
Ma certo, usa lo stesso metodo. E’ vero che l’Europa non sta facendo abbastanza. E’ vero che gli scandali che si vedono a Roma rendono poco credibile l’Italia di fronte alla richiesta di altri sussidi. Ma la strada è quella. 

Quale? 
Quella dei sussidi. L’Europa ci deve dare più fondi, per riuscire a trattenere queste persone in condizioni giuste e umane. Poi studiamo dei flussi di distribuzione, che ci vuole tempo perché siano accettati dai Paesi. Intanto ci diano i fondi.

L’assessore Bordonali dice che non sono profughi ma clandestini, quelli in Stazione Centrale.
Forse vale la pena ripassare le norme del nostro ordinamento. Il clandestino in Italia è chi ha ricevuto l’ordine di espulsione. Questi sono profughi, che è una definizione molto ampia. Sono dei potenziali richiedenti asilo. In tantissimi casi sono rifugiati. 

Secondo lei l’assessore Majorino sta facendo bene?
Majorino ha fatto tutto quello che è possibile fare nelle limitate possibilità che il Comune può porre in essere. Non basta il Comune. Milano è il punto dove tutti transitano per andare all’estero. Non hanno intenzione di rimanere in Italia. Il loro progetto migratorio vede Milano come punto di transito e stop. Ma bisogna riconoscere questo peso sulla città.

A proposito di città, si parla di lei come candidato alle primarie.
Per decidere se candidarsi o no uno deve sapere quali sono le regole del gioco.

Quindi?
Quindi per adesso non esiste una risposta “sì” o una risposta “no”.

@FabioAMassa

Tags:
stazione centraleonuambrosoli







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