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Milano
Packaging e processo alimentare, Ipack-Ima: "Si consolida la ripresa"

Vuoi un lavoro sicuro? Scegli la chimica: è difficile restare disoccupati. Molti ingegneri vengono assunti addirittura prima della laurea. E c’è una specializzazione particolarmente richiesta: l’ingegnere chimico alimentare. Quelli italiani, poi, sono considerati tra i migliori del mondo. Le prime 4 facoltà italiane (Milano, Torino, Napoli e Salerno) laureano fra i 600 e i 700 ingegneri chimici ogni anno, una buona percentuale dei quali si specializza nel settore alimentare. Nell’anno di Expo, e a poca distanza dall’Esposizione Universale, questa professione affascinante ma poco nota terrà il suo summit mondiale a Fiera Milano, nell’ambito della mostra professionale del processo e packaging Ipack-Ima (19-23 maggio). Nella giornata inaugurale anche l'intervento del ministro del lavoro Giuliano Poletti, In Fiera avranno luogo i due congressi mondiali: ICheap12, 12a Conferenza Internazionale sull’Ingegneria Chimica e di Processo, organizzata da Associazione Italiana di Ingegneria Chimica, e Frutic 2015, 9a edizione del simposio internazionale degli ingegneri e tecnologi (gli specialisti nella progettazione e controllo della produzione di alimenti) che si occupano dei prodotti ortofrutticoli, frutta, verdura e cereali.

Sono attesi 500 fra ingegneri, tecnologi alimentari, dottori agrari, a cui verranno presentati diverse centinaia di lavori scientifici redatti da oltre mille autori provenienti da più di 50 paesi e da tutti i continenti. I temi chiave sono di stringente attualità: ambiente, energia, controllo qualità, biotecnologie, valorizzazione delle biomasse. E toccano direttamente la quotidianità dei consumatori. Basti pensare ad aree tematiche come la prevenzione delle perdite alimentari e la definizione di nuovi obiettivi in materia di sicurezza alimentare; all’uso delle microonde in sostituzione dei trattamenti antiparassitari per conservare nei silos cereali e legumi; agli avanzati sistemi di visione in grado di valutare “dall’interno”, ossia senza tagliarli, se un pomodoro o una mela sono di alta qualità; o ancora all’ottimizzazione dei processi di produzione del cibo, in grado di allungare la vita dei prodotti in frigorifero, come il latte fresco che dura più a lungo e le cozze sottovuoto, consumabili in assoluta tranquillità, anche dopo giorni dal confezionamento.

La scelta di Ipack-Ima come sede di questi due appuntamenti mondiali non poteva essere più appropriata. Ipack-Ima è infatti uno dei più importanti appuntamenti al mondo per le tecnologie di lavorazione e confezionamento dei prodotti food (e non food), in cui l’industria italiana vanta una posizione di assoluto prestigio. Quest’anno Ipack-Ima si presenta inoltre con un format speciale, che le affianca nuove mostre “verticali” dedicate al prodotto fresco: carne (MeatTech), latte e derivati (Dairy Tech), ortofrutta (Fruit Innovation. Più la mostra della stampa su packaging (Converflex) e la mostra della logistica (Intralogistica Italia). In totale 2000 espositori per un terzo esteri, che occuperanno 160mila metri quadrati di Fiera Milano, per quella che si annuncia come una vera e propria settimana del packaging.

UN SETTORE CON NUMERI POSITIVI: SI CONSOLIDA LA RIPRESA

Buone notizie per gli andamenti dei settori del packaging e del processo alimentare dall’Osservatorio Ipack-Ima: l’indagine congiunturale relativa al secondo semestre 2014 annota numeri positivi, che indicano il consolidamento della ripresa economica avviata nella prima metà dell'anno. Anche le aspettative per il primo semestre del 2015 sono favorevoli, con un rafforzamento delle dinamiche di crescita. Le indicazioni sono sostanzialmente comuni sia ai fornitori di tecnologia, materiali e servizi legati all’attività di processo (alimentare e non) e di imballaggio delle nove Business Community in cui è segmentato il panorama espositivo della fiera IPACK-IMA, sia alle aziende che utilizzano questi prodotti e servizi.

Questi andamenti coincidono con il ritorno al segno positivo del PIL nazionale per il primo trimestre 2015 - pur se la ripresa è timida nei valori - sottolineando il cospicuo contributo che viene dalle attività di settori di eccellenza delle produzioni italiane come quelli sondati dall’Osservatorio IPACK-IMA. La crescita di questo comparto, sia in fatturato che in esportazioni, estesa alle business community degli utilizzatori, legittima un ottimismo ancora più marcato considerando l’imminenza del grande appuntamento che in maggio vedrà assieme in Fiera Milano IPACK-IMA, Dairytech, Meat-Tech, Fruit Innovation, Converflex e Intralogistica Italia, da cui arriverà ulteriore impulso alle dinamiche dei settori della filiera nel suo complesso.

Ecco, più in particolare, cosa ha rilevato l’Osservatorio, secondo quanto riporta lo studio coordinato dal prof. Giampaolo Vitali, segretario del Gruppo Economisti d’Impresa. Nel secondo semestre 2014 - si legge nel rapporto congiunturale, sviluppato su un campione di 146 imprese con 8.500 addetti e 2,2 miliardi di euro di fatturato - per i produttori è progredita la ripresa economica avviata nella prima parte dell’anno. "Le aspettative economiche delle imprese hanno fatto passi avanti - spiega Vitali - con un effetto-traino, seppur timido, sugli investimenti. La crescita è destinata a consolidarsi e proseguire in base alle aspettative rilevate per i primi sei mesi del 2015, propiziata anche dal deprezzamento dell’Euro".

Tutte le variabili monitorate dall’Osservatorio confermano la tendenza: a consuntivo d'anno un terzo delle imprese ha segnato fatturato in crescita (il 16% ha indicato riduzione). Tra i tre macro-settori considerati (produttori di macchinari, materiali/imballaggi e servizi), i servizi, seguiti dai macchinari, sono quelli con una dinamica migliore, stabilità completa per il settore materiali. Performance ancora più positiva si riscontra per le esportazioni: a fronte di quasi un terzo delle imprese in aumento, solo il 10% ha subito un calo; mentre per il 60% delle aziende l’export presenta lo stesso trend, che era positivo, del semestre precedente. I livelli occupazionali rimangono inalterati per l’86% delle aziende; inoltre, della restante percentuale, il 12% ha incrementato il numero degli addetti, mentre solo il 2% ha ridotto l’occupazione.

Come già accennato, gli andamenti sono simili sul versante degli utilizzatori: per il secondo semestre 2014, gran parte delle imprese ha dichiarato una crescita del fatturato (39%), il 37% una stabilità e solo il 24% un calo. Bene anche l’export (il 31% delle imprese che hanno segnato incrementi) e stabile l’occupazione nel 70% degli intervistati. Le imprese utilizzatrici (nel campione sono 282, con 36.000 addetti e fatturato di circa 16 miliardi di euro) vedono in positivo anche il primo semestre del 2015, con gli ottimisti in prevalenza sui pessimisti e la maggioranza delle imprese che prevede comunque una stabilità dei dati per tutte e tre le variabili oggetto d’indagine (fatturato, export e occupazione). Va ricordato che l’Osservatorio pone l’attenzione sull’intera catena di creazione del valore della filiera produttiva di ogni Business Community collegata alla Fiera IPACK-IMA, sia nell’insieme dei fornitori che di utilizzatori di tecnologie.

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