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La legge è “democratica” e uguale per tutti? Non in caso di tradimento
Andrea Marzorati

La legge è “democratica” e uguale per tutti? Non in caso di tradimento

Può sembrare strano, ma le conseguenze se tradisce la moglie o il marito possono essere molto differenti

La fedeltà è uno dei doveri del matrimonio

Va premesso che uno dei doveri del matrimonio è l'obbligo di fedeltà: entrambi i coniugi quindi, come ovvio, non possono avere relazioni extraconiugali e la violazione di tale obbligo può essere sanzionata con l'addebito. Pertanto, il coniuge che è stato tradito può chiedere al Tribunale di pronunciare una sentenza con addebito. Il coniuge, attraverso il proprio avvocato, dovrà innanzitutto provare che l'intollerabilità della convivenza dipenda dal comportamento dell'altro che, con il suo comportamento, ha violato uno dei doveri derivanti dal matrimonio.

Domanda di addebito: va chiesta espressamente al giudice

Ma attenzione, la domanda di addebito non è automatica ma la si deve espressamente chiedere al Giudice, inoltre può essere fatta solo nella separazione giudiziale, ossia iniziando una causa, e non può essere pronunciata se si dovesse, invece, optare per la separazione consensuale. Bisogna valutarla fin da subito, ossia quando si inizia la separazione, perché successivamente con il divorzio non la si potrà più chiedere.

Le conseguenze dell’addebito

Ci si domanda spesso quali siano le conseguenze dell'addebito. Il coniuge a cui viene addebitata la separazione non ha diritto all'assegno di mantenimento, perde i diritti successori in caso di decesso dell'altro coniuge, potrà eventualmente anche essere condannato a risarcire i danni.

Assegno di mantenimento: qui si accentuano le differenze tra moglie e marito

Ed è proprio sull'assegno di mantenimento che si creano le maggiori differenze tra moglie e marito.Come noto, a richiedere l'assegno è quasi sempre la moglie. Succede sovente che - durante il matrimonio - la moglie decida, di comune accordo con il marito, di non lavorare per dedicarsi alla famiglia e ai figli. Non avendo reddito da lavoro, in caso di separazione la legge considera (giustamente) la moglie come il coniuge c.d. economicamente più debole, da tutelare anche con un assegno di mantenimento, ovviamente nei casi in cui sussistano i presupposti.

Cosa accade quando è la moglie a tradire

Tuttavia, quando è la moglie a tradire, le conseguenze sono che lei potrebbe perdere l'assegno, e per lei sarebbe un fatto economicamente molto penalizzante; invece, se a tradire è il marito - c.d. economicamente più forte - questo rischio, di fatto, non c'è. Immaginiamo per un attimo questa situazione tipo: la moglie è una casalinga, e quindi non guadagna, mentre il marito è un imprenditore, un libero professionista o anche semplicemente un dipendente: non sarà certo il marito che in fase di separazione chiederà il mantenimento alla moglie.

Per il marito meno ricadute in caso di sentenza di addebito

Quindi, è facile comprendere come per il marito non ci sia alcun effettivo rischio di “perdere” il diritto all'assegno a causa dell'addebito, perché tanto non avrebbe potuto chiedere alcun assegno di mantenimento alla moglie: pertanto per il marito - quantomeno su questo aspetto economico - non vi è particolare timore per le conseguenze che una sentenza di addebito a proprio carico potrebbe comportare.

Tradimento e assegno di mantenimento: la legge non è “democratica”

Il tradimento, quantomeno nelle conseguenze sull'assegno di mantenimento, non è giuridicamente “democratico” ma può creare delle disparità a seconda che il coniuge fedifrago sia quello economicamente forte o debole.

A ciò si aggiunga che l'assegno di mantenimento ottenuto in sede di separazione, il più delle volte - anche se i presupposti sono leggermente differenti - viene confermato in sede di divorzio. La moglie che dovesse quindi ottenere un assegno divorzile avrà - anche - diritto a una percentuale pari al 40% del TFR (trattamento/indennità di fine rapporto) percepita dall'ex coniuge per gli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. Pure in questo caso, mentre per la moglie perdere l'assegno di separazione a causa dell'addebito risulterebbe estremamente svantaggioso anche in prospettiva futura, non si può dire lo stesso per il marito.

Cosa accade se l’infedeltà avviene dopo una crisi coniugale in atto

Va tuttavia detto che la violazione dell'obbligo di fedeltà non porta automaticamente ad una sentenza di addebito. Ed infatti deve essere la causa diretta della intollerabilità della prosecuzione della convivenza e non l'effetto di un matrimonio ormai logoro, in cui già da tempo esiste una crisi coniugale importante, di due separati in casa. Se quindi la crisi tra i coniugi era precedente all'infedeltà e la frattura era già irrimediabilmente in atto, il Tribunale potrebbe rigettare la domanda di addebito.

E se a tradire sono entrambi i coniugi?

Quando a tradire sono entrambi i coniugi, e tale comportamento ha contribuito a rendere intollerabile la convivenza, il Tribunale potrebbe emettere una sentenza di doppio addebito. È necessario che la condotta di entrambi sia gravemente lesiva dei doveri nascenti dal matrimonio. Anche nel caso in cui fosse pronunciato il doppio addebito, a subire le conseguenze economiche più penalizzanti, quantomeno su questo aspetto, sarebbe il coniuge economicamente più debole ossia la moglie che potrebbe non vedersi riconosciuto alcun assegno di mantenimento.

Il tradimento di coppie omosessuali unite civilmente

Il tradimento ha conseguenze giuridiche molto diverse in caso di coppie eterosessuali sposate e coppie omosessuali unite civilmente. L'unione civile è, come noto, il legame tra due persone maggiorenni dello stesso sesso. La Legge ha, nella più parte, cercato di equiparare le unioni civili al matrimonio, per assicurare anche alle coppie omosessuali l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi di cui i coniugi già godono in forza del matrimonio. Tuttavia, nell'unione civile non è previsto l'obbligo di fedeltà, pertanto in caso di infedeltà della parte unita civilmente, ed economicamente più debole, quest'ultima potrebbe ottenere un assegno di mantenimento, cosa che invece potrebbe essere preclusa ad una moglie.

Articolo in collaborazione con l’Avv. Andrea Marzorati, Main Partner Studio legale Marzorati, avvocato divorzista, matrimonialista ed esperto in diritto di famiglia.

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