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Milano
La strategia-Sala/ Rizzo nel mirino. Ma solo con "condizionamento"
Beppe Sala
di Fabio Massa
 
E adesso Beppe Sala deve allargare. Assolutamente. Imperativo categorico. Non è andata come doveva andare. Non è andata liscia, con quattro, o sei punti di vantaggio, come nei sogni più rosei. Ora si gioca centimetro dopo centimetro, come in Ogni maledetta domenica. Il problema, parafrasando il discorso celeberrimo di Al Pacino, è che i centimetri non stanno ovunque. Stanno solo nel proprio campo. I moderati di centrodestra si sono blindati dietro Stefano Parisi, nella rinascita di Forza Italia e nella bocciatura senza appello della Lega Nord. E quindi il campo da arare diventa quello di sinistra. E un nome è in cima alla lista di Beppe Sala: Basilio Rizzo.

L’ormai ex presidente del Consiglio, l’uomo che pestò i Ligresti, il preferito di giustizialisti, quello che a notte ancora neppure iniziata spara forte: “La gente non ha votato i manager”. Basilio Rizzo pare l’abbia detto chiaro e tondo: ok a un possibile accordo con Beppe Sala, perché Salvini a Palazzo Marino non si può vedere, ma solo se possiamo condizionarlo. E per condizionare Sala ci deve essere una rappresentanza consiliare. Secondo i dati, Rizzo veleggia oltre il 3,40 per cento. E quindi scatta il seggio. Il mercato può iniziare. C’è poi la partita di Luigi Santambrogio. Ha preso solo il 0,3 per cento. Ma anche lui verrà avvicinato, contattato, verranno presi accordi. La testa di ponte, per Rizzo, ha un nome e un cognome. Si chiama Pierfrancesco Majorino. E’ lui che ha iniziato, in una intervista su Affaritaliani.it, a gettare l’amo. E’ a lui che tocca, in qualità di esponente più a sinistra della coalizione, l’onere di parlamentare. E non solo con Rizzo. Perché c’è anche da recuperare l’1,88 per cento di Marco Cappato, anche se la contropartita politica è tutta da vedere, visto che il Radicale non otterrebbe comunque neppure un seggio. Con quali armi? Ora è il tempo dei pontieri, gli unici che possono fare la differenza. Confidando nel fatto che la forza di allargamento di Sala potrebbe essere superiore a quella di Parisi, e che Nicolò Mardegan non pare affatto intenzionato a cedere neppure una quota del suo 1,2 per cento alla coalizione che ha in seno il suo arcinemico Maurizio Lupi.
 
@FabioAMassa
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