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Milano
Lavoro, Città metropolitana: crescita del 10% nel 2015

L'Osservatorio del mercato del lavoro riscontra per la città metropolitana di Milano una "situazione occupazionale in evoluzione" e "un territorio complesso che conferma però più di altri i dati di ripresa a livello nazionale". Nei primi sei mesi del 2015 gli avviamenti complessivi al lavoro nell'area sono stati 438mila, in crescita del 10,2% tendenziale. "Gli effetti sequenziali e combinati della decontribuzione, fino a 8.060 euro annui, prevista dalla legge di Stabilità 2015 per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e dell'introduzione del contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act - si legge nel rapporto - risultano evidenti, mese dopo mese".In forte crescita, +37,4% annuo, gli inserimenti lavorativi a tempo indeterminato, con una contrazione prima della promulgazione del Jobs Act e un'impennata dopo l'entrata in vigore.

L’Osservatorio metropolitano di Milano diretto da Bruno Dapei riscontra tuttavia che nell'area metropolitana di Milano, "non si può certo parlare di ripresa occupazionale strutturale, quanto meno nel milanese”. Se infatti a maggio i contratti di lavoro avviati sono stati più di quelli cessati a maggio - 75.726 contro 73.719, pari a un saldo positivo di 2.007 - a giugno i nuovi contratti sono stati 59.090 mentre quelli cessati sono stati 71.597, con un saldo negativo quindi pari a 12.507 rapporti di lavoro venuti meno. “Complessivamente – spiega l’Osservatorio - dal mese di marzo 2015, mese in cui è entrato in vigore il Jobs act, i contratti avviati nel milanese sono stati 287.330 e quelli c essati 284.869 (+2mila 461). Si tratta di un dato con segno positivo, ma le cui dimensioni e trend non invitano all'entusiasmo. Oggi viene data grande enfasi ai numeri forniti dal Ministero del Lavoro, che fotografano una situazione nazionale incoraggiante nel mese di maggio. Non solo i dati forniti dai Centri per l'impiego alla Città metropolitana di Milano ci consentono un'analisi più aggiornata e meno confortante con giugno già in calo. Va segnalato che un campanello d'allarme anche a livello nazionale arriva dall'Istat, in evidente contro-tendenza con quanto rilevato dal Ministero. Secondo l’ISTAT 'a maggio 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-63 mila) rispetto al mese precedente e il tasso di occupazione, pari al 55,9%, cala di 0,1 punti percentuali'".

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