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Milano
Lavoro, Sala: "Rivedere lo Statuto, è del 1970"
Giuseppe Sala

Lavoro, Sala: "Rivedere lo Statuto, è del 1970"

"Se il lavoro si sta trasformando in modo cosi' radicale il nostro Statuto dei lavoratori, che e' del 1970, e' ancora qualcosa su cui possiamo fare conto o bisogna rinnovarlo drasticamente?". Se lo e' chiesto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante l'incontro promosso dal Pd milanese sullo smart working, nell'ambito del palinsesto Ricomincia con noi, dove ha dialogato con il sindacalista Marco Bentivogli. "Dobbiamo fare in fretta" ha aggiunto Sala, "sfidarci e proporre al paese la nostra visione di lavoro" perche' "C'e' una rivoluzione in atto straordinaria". "E' chiaro che i consumi sono in discesa e sara' cosi' per un periodo abbastanza lungo - ha detto Sala - . Le aziende dovranno trovare delle formule per ridurre i costi. Stanno cominciando dagli spazi, e questo a Milano e' evidentissimo, ma il rischio che seguano con il personale c'e'. Da sindaco mi devo preoccupare se vedo una torre da 2.000 dipendenti sbarrata". "Io non sono contrario allo smart working, ci mancherebbe altro - ha sottolineato- , ma lancio segnali d'attenzione e dico che e' di questo che la politica dovrebbe occuparsi, senza aver paura di sollevare la questione. Serve che chi fa politica abbia il coraggio di rappresentare in maniera piu' realistico possibile quella che e' la situazione".

"Milano pagherà un prezzo alto ma tornerà la guida d'Italia"

Sala ha aggiunto altre considerazioni sul futuro prossimo della città: "Milano paghera' un prezzo alto perche' le cose andavano bene, ma tornera' ad essere la citta' guida d'Italia perche' abbiamo una visione di quello che deve essere il futuro. E ci arriveremo"."Se hai visione, perche' hai solide relazioni con universita' e il mondo internazionale, allora ce la puoi fare. La variabile e' quanto ci metti, e qui si va anche in base alla fortuna". Il sindaco ha quindi sottolineato come "noi abbiamo un'opportunita' storica che nessun politico ha mai avuto negli ultimi 40 anni: quella di gestire il cambiamento, di avere risorse e di poter essere trasformatori della societa'. Ci sono condizioni per poter tornare ad essere centrali, ma bisogna dimostrare di essere capaci".

In merito al Recovery Fund, il primo cittadino ha quindi aggiunto: "non voglio sembrare il solito pragmatico milanese, ma quando Nicola Zingaretti dice che il Recovery Plan dovra' servire a ridurre il gap tra nord e sud, in principio siamo tutti d'accordo, ma il tema e' come, con che impegno e con quali obiettivi. Questo e' il momento della verita' in cui l'impegno va condiviso. La nostra politica deve parlare in modo piu' chiaro ai cittadini".

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