Lecco, scritta omofoba contro infermiera all’ospedale
‘Fuori da qua lesbica!‘. Questa la scritta che una infermiera 34enne dell’ospedale Manzoni di Lecco ha trovato questa mattina vergata a caratteri cubitali sul suo armadietto con il pennarello blu.
Commenta l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera: “Ho gia’ provato a contattare personalmente Sabrina questa mattina, e avro’ modo certamente di parlarle in giornata, esprimendole la vicinanza della Regione Lombardia, e mia personale, per quanto ha vissuto. Ogni forma di discriminazione non puo’ e non deve trovare spazi all’interno dei nostri ospedali ed e’ nostro compito condannarla, stigmatizzarla e combatterla”.
“Mi sono attivato immediatamente chiedendo alla direzione strategica dell’ASST di Lecco – ha aggiunto Gallera – di avviare un’indagine interna per approfondire l’accaduto e per creare le condizioni affinche’ atteggiamenti di questo tipo vengano individuati e sanzionati affinche’ non si verifichino piu’. I nostri operatori devono essere giudicati per professionalita’, umanita’, capacita’ di riconoscere le situazioni di disagio e difragilita’ ai cittadini/pazienti, e non in base al proprio orientamento affettivo e sessuale”.
Il portavoce di Gay Center Fabrizio Marrazzo ha commentato: “Un’azione ignobile probabilmente da parte dei colleghi della infermiera, gli unici ad avere accesso agli spazi riservati al personale. Per questo chiediamo al Ministro Speranza un’ispezione al fine di verificare i fatti e sanzionare i responsabili, ed attuare azioni formative contro l’omofobia al personale. Quanto accaduto è molto grave e purtroppo non è un episodio isolato. Abbiamo gestito molti casi simili attraverso il servizio Gay Help Line 800713713, sia in altri ospedali sia in altri uffici pubblici e privati. Pertanto chiediamo al Governo di uscire dal silenzio e di varare una legge contro l’omotransfobia che prevenga e contrasti tali azioni discriminatorie”.
Parla di “sconcerto” e “grande tristezza” Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. “In particolare, il caso di Lecco – ha sottolineato – e’ desolante perche’ ci mostra gli effetti dell’assenza di una legge nazionale che sanzioni l’omotransfobia, sommata a un’altra assenza, cioe’ quella di una legge regionale che metta in campo azioni di prevenzione e contrasto”. “Nei luoghi di lavoro – secondo Manuela Macario, che fa parte della segreteria nazionale di Arcigay, con delega al lavoro – e’ necessario portare percorsi di formazione, che migliorino la qualita’ di quegli ambienti, sia rispetto alla relazione con lavoratori e lavoratrici lgbti, sia nei confronti dell’utenza. Perche’ quella frase odiosa sull’armadietto ci fa intuire che quell’ospedale non sia un luogo sicuro e accogliente per le donne lesbiche. E questo e’ un fatto paradossale e gravissimo”


