Non è una scelta casuale. Il passaggio da Milano della nuova fase politica del Movimento 5 Stelle segna un cambio di passo nella strategia di Giuseppe Conte, che guarda alla leadership del centrosinistra e prova a costruire una candidatura “larga”, capace di andare oltre i confini tradizionali del Movimento.
Come riferito dal Corriere, il presidente del M5S ha già delineato una road map chiara: un progetto di democrazia partecipativa in cento punti, un tour nei territori e, solo in un secondo momento, la definizione della leadership. “Poi lo porteremo al confronto con le altre forze e, dopo aver condiviso un programma, ci porremo il problema della leadership”, ha spiegato Conte, sottolineando la necessità di individuare “il candidato più rappresentativo e più competitivo per andare a battere il centrodestra”.
M5S e Milano: un rapporto storicamente complicato
Il Movimento 5 Stelle, infatti, è storicamente più forte nel Sud Italia, mentre in Lombardia e nel capoluogo meneghino ha sempre faticato a radicarsi. I numeri raccontano questa difficoltà: alle Comunali del 2016 il candidato Gianluca Corrado si fermò attorno al 10%, mentre nel 2021 il M5S crollò sotto il 3%. Anche alle Politiche del 2022, nel comune di Milano, il Movimento si attestò al 7,15%, ben al di sotto della media nazionale. Un dato che conferma come il territorio lombardo sia rimasto, nel tempo, uno dei più complessi per i Cinque Stelle.
Dal radicamento al Sud al tentativo di apertura
Proprio per questo, la decisione di portare a Milano uno snodo cruciale della costruzione politica pare rappresentare un tentativo di riequilibrio geografico. La kermesse “Nova 2”, prevista tra settembre e ottobre, sarà il momento culminante di questo percorso: non più un appuntamento interno, come la Costituente del 2024, ma una vetrina verso l’esterno. “C’è da costruire un programma serio per un progetto progressista. Io non accetto che il tutto sia confinato alle segreterie di partito”, ha ribadito Conte, indicando la volontà di allargare la platea e coinvolgere mondi finora poco intercettati dal Movimento.
Il nodo milanese: imprese e società civile
Il punto più delicato resta però il rapporto con il tessuto milanese. Milano non è solo un terreno elettoralmente difficile, ma anche un ecosistema economico e sociale complesso, dove il dialogo con imprese, professioni e corpi intermedi è decisivo. Il M5S lo sa e sembra dunque voler provare a colmare questo gap: l’obiettivo è costruire un percorso condiviso con associazionismo, società civile e realtà produttive, per accreditarsi come forza di governo credibile anche in un contesto tradizionalmente distante.
Conte e la partita per la leadership nel centrosinistra
La mossa di Conte si inserisce nella competizione interna al campo progressista. L’obiettivo è ampliare il consenso e presentarsi come perno di una coalizione più larga, capace di contendere la leadership al Partito democratico. La sfida, in definitiva, è doppia: rafforzare il peso del Movimento nel centrosinistra e, allo stesso tempo, conquistare territori dove finora è rimasto marginale. Milano diventa così un banco di prova decisivo, non solo simbolico ma politico.

