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Milano
Moschea Milano, due nuovi luoghi di culto vicino alla Madonnina

Aperte le buste per il bando delle tre aree milanesi da destinare a luogo di culto. In attesa di verifiche, ci sono le graduatorie provvisorie per l'assegnazione. In via Marignano, Rogoredo, andrebbe così il centro islamico di Milano e Lombardia, che già gestisce una moschea a Segrate. In via Sant'Elia, area ex Palasharp, assegnazione all' Associazione islamica di Milano che fa riferimento al Caim, coordinamento associazioni islamiche. In via Esterle, ex bagni pubblici, la Bangla Cultural & Welfare association, a sua volta vicina al Caim.

Ma potrebbero esserci rivoluzioni e cambiamenti poichè il bando escludeva la eventualità che tutte e tre le aree divenissero moschee. Per questo l'area di via Marignano potrebbe essere assegnata alla chiesa evangelica. E anche l'assegnazione alla Bangla potrebbe essere in forse, poiché, come ha sottolineato l'assessore Pierfrancesco Majorino, il gruppo legato alla comunità del Bangladesh ha un contenzioso aperto con il Comune per via della moschea non autorizzata di via Cavalcanti, fatta sgomberare dal Comune. In questo caso potrebbe rientreare nei giochi l'associazione di islamici moderati di via Padova 144 guidata da Asfa Mahmoud.

GALLERA (FI): "FAVORITE COMUNITA' ISLAMICHE PIU' ESTREME"/ “Come avevamo previsto, il bando del Comune per assegnare gli spazi per i luoghi di culto aveva come unico obiettivo la creazione di nuove moschee a Milano - così Giulio Gallera, coordinatore di Forza Italia a Milano -. Risultato preoccupante è che due su tre degli spazi messi a bando siano andati a comunità islamiche, come il Caim, che non hanno mai preso posizioni precise contro il terrorismo e che hanno sempre mantenuto posizioni piuttosto ambigue. Il bando ha lasciato, invece, a mani vuote gruppi, come la Casa della cultura di via Padova, che si sono distinti per un’apertura al dialogo interreligioso. È nostro compito garantire la tutela dei cittadini e la massima trasparenza nei luoghi adibiti al culto, per questo ribadiamo la necessità di una legge nazionale che possa fare chiarezza attraverso la tracciabilità dei flussi, l’istituzione di un albo degli imam, l’iscrizione di tutti i centri culturali a un albo specifico, che imponga l’uso della lingua ital iana nei luoghi di culto. L’obiettivo è garantire sicurezza e trasparenza nell’azione svolta all’interno di questi luoghi. Per quanto riguarda questo bando, il passaggio in Consiglio è assolutamente necessario e in quella sede faremo sentire la nostra voce e le nostre ragioni chiedendo di fermare quest'assurda imposizione ideologica fino a che il parlamento non assumerà i provvedimenti necessari”.

Queste le graduatore provvisorie:

Lotto 1 - VIA MARIGNANO 
1°) Centro Islamico di Milano e Lombardia, via Egidio Folli, punteggio 63,5;
2°) Chiesa Shalom Gospel Church, via Socrate 71, punteggio 34,29;
3°) Centro Cristiano Evangelico via Dottesio 15, punteggio 32,96.

Lotto 2 - VIA SANT’ELIA 
1°) Associazione Islamica di Milano, via Padova 366 – punteggio finale 77,5;
2°) Istituto Culturale Islamico, viale Jenner 50 – punteggio finale 55,7;
3°) Centro Islamico Milano e Lombardia, via Egidio Folli – punteggio 51,5.

Lotto 3 - VIA ESTERLE 
1°) Bangladesh Cultural and Welfare Association, via Settembrini 36 – punteggio 69,5;
2°) Casa della Cultura Musulmana, via Padova 144 – punteggio 59;
3°) Centro Islamico di Milano e Lombardia, via Egidio Folli - punteggio 47,9

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