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Milano
M5S, Patrizia Bedori: "Nessuno mi ha chiestoun passo indietro, vado avanti"
Patrizia Bedori

"Nessuno mi ha chiesto un passo indietro, né tantomeno ho intenzione di farne. So che qualcuno può pensare che sia un candidato debole, ma io non mi sento affatto tale". Lo dice all'Adnkronos Patrizia Bedori, candidato M5S a Milano, commentando i rumors, ormai inarrestabili, su dubbi dei vertici circa la sua corsa a Palazzo Marino per i 5 stelle.

La grillina svia alle domande su un eventuale incontro con il cofondatore del Movimento, ma assicura che "nessuno, né Casaleggio né tantomeno il direttorio" abbiano fatto pressioni per convincerla a lasciare. "E' iniziata la fase di campagna elettorale - si dice convinta - e notizie come queste sono messe in giro per indebolirci, non mi sorprendono. Vado avanti con il mio lavoro, come sempre".

Figlia di Gianni Bedori (“il gentleman del jazz”, lo definì nel 2005, anno della sua scomparsa, il Corriere della Sera), la consigliera di zona è stata scelta per correre alle amministrative di Milano sotto il simbolo pentastellato. Il problema è che fino ad oggi non ha brillato la parte comunicativa. Interviste rifiutate (anche con media di primo piano), gestione un po’ umbratile. Così, inizia a diffondersi il malcontento tra gli attivisti. E il Movimento 5 Stelle - secondo quanto può riferire Affaritaliani.it - si spacca in due. Quelli che la difendono a spada tratta, qualunque cosa accada, come i parlamentari Paola Carinelli e Vito Crimi, e chi invece pensa che i consiglieri regionali dovrebbero affiancarla (e qualcuno vocifera: commissariarla). E poi ci sono gli articoli, che hanno fatto salire la tensione: prima la Repubblica, poi due volte il Corriere, negli ultimi giorni.

Il tema però non è solo di scontro interno, con il gruppo Carinelli schierato a difesa della candidata. Il tema è anche e soprattutto politico. Alcuni sondaggi danno il Movimento 5 Stelle al 19 per cento. Altri, più realistici, al 14-15%. Ma c’è chi inizia a pensare che il rischio di stare sotto il 10 per cento è concreto e reale. Un fallimento che spiccherebbe nella città più importante del Nord Italia, soprattutto a fronte di una candidatura come quella di Torino che invece viaggia spedita. A complicare le cose sono le procedure di selezione dei consiglieri comunali. Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, ci sarebbe la disponibilità a farli votare alla rete tutti, dopo il vaglio che in Lombardia è stato affidato a Eugenio Casalino, a livello di storia personale e “pulizia” dei singoli candidati. La lista è top secret, per adesso. Si sa solo che chi sarà capolista dovrà essere il vicesindaco designato in caso di vittoria del candidato sindaco.

@FabioAMassa

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