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Milano
Beni confiscati, boss Rocco Papalia fa causa al Comune di Buccinasco

Beni confiscati, boss Rocco Papalia fa causa al Comune di Buccinasco

Rocco Papalia e sua moglie hanno citato in giudizio il Comune di Buccinasco, rivendicando l'utilizzo del cortile della villa di via Nearco, per metà sequestrata e confiscata dallo Stato. Papalia è considerato uno dei piu' importanti capi della 'ndrangheta al Nord. Oggetto del contendere l'uso del cortile della palazzina in cui abita e in cui "lo Stato ha confiscato alla sua famiglia (sua moglie) due appartamenti, box e una taverna", ha spiegato il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti. Da anni le strutture sono destinate a un progetto per minori. Il cortile e' quello che da' accesso ai box ora usati dal Comune come magazzino. "Invece di chiedere scusa e di pentirsi, invece di chiedere il perdono ai parenti delle sue vittime, appena tornato - ha scritto Pruiti sul proprio sito - , una volta riaperti i tribunali dopo la pandemia, ha fatto causa civile al comune di Buccinasco e a me, perche' vuole l'uso del cortile dove ci sono i box confiscati dallo Stato e dati in uso al comune (li usiamo come magazzino). Naturalmente, lui e la sua signora, non se ne farebbero nulla di questi 4 metri quadrati di cortile cementato, non si puo' sostare li ne fare nessuna attivita' condominiale, evidentemente il loro scopo e' un altro: continuare la sfida allo Stato e contrastare l'azione culturale e sociale che in quel luogo stiamo svolgendo dal 2015". L'udienza e' fissata per il 20 novembre "la Giunta ha subito nominato un legale e ci opporremo con qualsiasi mezzo lecito a questa richiesta indecente. L'agenzia per i beni confiscati del nord Italia, tramite il suo Presidente Roberto Giarola, mi ha assicurato la sua piena collaborazione, in giornata informero' la Prefettura di Milano e il ministero degli Interni" ha spiegato il sindaco.

Il Pd Milano Metropolitana ha espresso il suo sostegno al sindaco Pruiti: "Pieno sostegno al sindaco Rino Pruiti e a tutta l'amministrazione di Buccinasco, costretti a subire l'arroganza della famiglia del boss Rocco Papalia - scrivono in una nota congiunta la segretaria metropolitana, Silvia Roggiani, e la presidente dell'Assemblea, Rosa Palone -. Non ha mai chiesto scusa né mostrato pentimento ai parenti delle sue vittime, e adesso, dopo aver scontato ventisei anni in carcere per reati di associazione a delinquere, droga, armi, sequestri, omicidio, intenta una causa al Comune dopo che quest'ultimo si è opposto alle sue assurde pretese, ovvero all'uso del cortile dove ci sono i box confiscati dallo Stato". "Non è la prima volta - concludono - che il sindaco e la cittadinanza si trovano a subire l'affronto di questo personaggio, e non sarà l'ennesima minaccia a intimorire un bravo amministratore che, in questi anni, ha ampiamente dimostrato da che parte sta. Siamo col sindaco Pruiti, a difesa della legalità, contro ogni forma di prevaricazione da parte della criminalità organizzata".

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