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Milano
Mafia in Lombardia, Maroni: "Mai detto che non c'era: tripla attenzione"
Roberto Maroni

Operazione antimafia in Lombardia, Maroni: "Serve una tripla attenzione"


La nuova bufera politico-giudiziaria sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nelle istituzioni lombarde seguita all'operazione di ieri che ha portato all' arresto di 27 persone tra cui il sindaco di Forza Italia di Seregno Edoardo Mazza continua a suscitare, come comprensibile, grande clamore. E se ieri il coordinatore azzurro Mariastella Gelmini ha manifestato grande prudenza, il Governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni si esprime così: "La ’ndrangheta è l’associazione mafiosa più insidiosa perché entra nel mondo dell’economia e delle istituzioni. Bisogna tenere i riflettori accesi sempre e comunque. Ben venga l’azione della magistratura, gli amministratori devono stare molto attenti perché c’è sempre il rischio di fare cose sbagliate: serve una tripla attenzione da parte di chi governa". Maroni ha aggiunto: "Mai detto che in Lombardia non c’è la mafia. Non c’è bisogno di fare chiarezza, e’ la mia storia. Da ministro dell’Interno ho sciolto amministrazioni di centrodestra, prendendomi anche il rimbrotto, perché era giusto farlo".

Mantovani indagato, i Cinque Stelle: "Maroni gli dia il Daspo"


I riflettori sono accesi anche sull'ex vicepresidente di Regione Lombardia Mario Mantovani, nuovamente indagato. Lui ha affermato che i fatti contestati sono lontanissimi dalla sua persona, ma i Cinque Stelle sono andati duramente all'attacco, con il capogruppo regionale Dario Fiasconaro che ha tuonato: "Mantovani è una mela marcia che deve essere estirpata dalle istituzioni. In questi anni di legislatura l’ex braccio destro di Maroni ha timbrato il cartellino in quasi tutti gli scandali che hanno investito la Regione. Ora ci aspettiamo un Daspo definitivo da parte di Maroni che, insieme alla sua maggioranza, aveva riaccolto Mantovani a braccia aperte tra i banchi del Consiglio regionale, dopo che nel 2015 venne arrestato per corruzione e turbativa d’asta in ambito sanità ed edilizia scolastica. Oppure dica apertamente che nell’aula che rappresenta tutti i cittadini arrestati e indagati possono trovare casa". Il capogruppo di Forza Italia Claudio Pedrazzini, come riporta il quotidiano Il Giorno, ha replicato: "Al Movimento 5 Stelle chiedo cortesemente di estendere quei giudizi al sindaco Nogarin, alla sindaca Raggi e a tutti i rappresentanti iscritti al M5S indagati".

'Mantovani non convince, Maroni dovrebbe interrogarsi' 

 "La vicenda di Seregno non può essere derubricata a questione locale perché ancora una volta tocca la Regione Lombardia. La versione dell'ex vicepresidente non convince. Non si capisce come un imprenditore con quelle frequentazioni potesse incontrare l'assessore Mantovani nel suo ufficio in Regione una volta a settimana e, almeno in un'occasione, anche due dirigenti della sanità lombarda insieme a Mantovani stesso". E' quanto sottolineano Alessandro Alfieri ed Enrico Brambilla, segretario regionale del Pd e capogruppo in Regione rispetto alla vicenda giudiziaria che ha portato all'arresto del sindaco di Seregno e di altre 23 persone in ragione di un'inchiesta sull'infiltrazione della 'Ndrangheta in Lombardia. "A pensare bene, in certe frequentazioni c'è perlomeno troppa leggerezza. E il presidente Maroni - aggiungono - dovrebbe interrogarsi rispetto a una Regione che doveva diventare un gioiello di legalità e invece non smette, dal caso Zambetti ad oggi, di essere toccata da vicende oscure. Tiri fuori le scope che agitava cinque anni fa, se non erano solo strumenti di scena". 

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