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Milano

"Non e' stato bene informato probabilmente, ma ci pensero' io adesso. E' solo un problema di informazione che si risolve facilmente". Cosi' il presidente della Regione Lombardia, il leghista Roberto Maroni, risponde a una domanda in merito alle critiche mosse dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, sulla proposta di istituire un reddito di cittadinanza in Lombardia. Il governatore ha spiegato: "Sono convinto che Salvini e tutti quelli che hanno detto di no non possano essere contrari al fatto che la Regione intervenga nei confronti di chi non ha altri mezzi di sussistenza ed e' costretto ad andare a cercare roba da mangiare nei cassonetti. E' una vergogna, non possiamo permettercelo. Attraverso il reddito di cittadinanza la Regione intende "risolvere il problema dei 700mila cittadini lombardi che sono sotto la soglia di poverta'". Ne e' convinto Roberto Maroni, il quale ha annunciato che lunedi' discutera' della misura con i rappresentanti degli altri partiti, in una riunione di maggioranza (Matteo Salvini e Forza Italia si sono gia' dichiarati contrari al provvedimento).

"Chi vuole darmi buone idee e' benvenuto, chi vuole fare il 'criticone' se ne stia a criticare a casa sua perche' questo e' un problema serio", ha affermato il governatore lombardo. "Chi non vuole" l'introduzione di questa misura, ha insistito, "non ha capito o non e' stato bene informato. Il sociale, ha continuato Maroni, "e' un capitolo che la Regione Lombardia intende presidiare" e "sociale vuol dire tante cose, vuol dire politiche attive del lavoro ma ci sono delle fasce che non possono essere intercettate da queste politiche attive, come ad esempio gli ultrasettantenni e disabili, per tutti questi serve il 'sociale'". Il governatore ha quindi sottolineato: "Tutto questo e' scritto nel secondo asse del fondo sociale europeo, quindi mi meraviglio della meraviglia di chi si meraviglia. So cosa devo, aperto al contributo di tutti. Anche quello dei grillini. Io sono sempre pronto ad accogliere le buone idee". Maroni ha infine detto che la misura sara' rivolta solo a chi e' residente in Lombardia.

SPIRAGLI FAVOREOVOLI DA MANTOVANI (FI)/ E c'è una prima apertura di Forza Italia alla proposta di Roberto Maroni di avviare una sperimentazione di reddito di cittadinanza in Lombardia. Dopo la bocciatura di Mariastella Gelmini, lo spiraglio arriva dal vice di Maroni, l'azzurro Mario Mantovani. "Le politiche di coesione sociale proposte ormai da decenni dall'Unione Europea - azioni che da parlamentare europeo dal 1999 al 2008 in qualita' di componente della commissione affari sociali anche io ho contribuito a scrivere - indicano da tempo la necessita' di affrontare e risolvere le tante forme di disagio estremo presenti in crescenti strati della popolazione europea e in questo senso credo vada letta la proposta del presidente Maroni relativa al reddito di cittadinanza", scrive il vice governatore lombardo, in una nota. -"Per questo - aggiunge Mantovani - ritengo opportuno che sia a livello politico che istituzionale si apra un confronto con lo scopo di trovare risposte adeguate anche per quei lombardi che si trovano a vivere situazioni di fragilita' e poverta' estreme. Tutto questo senza dimenticare che la vera leva del cambiamento e della crescita sia da una parte sostenere lo sviluppo e l'innovazione e dall'altra attuare politiche per la riduzione del costo del lavoro e delle tasse. Questa deve essere- conclude Mantovani - la nostra principale ricetta, in Lombardia e nel resto del paese".

M5S: "L'ASSISTENZIALISMO LO HA FATTO SALVINI"/ Il Movimento 5 stelle va invece all'attacco di Matteo Salvini e Forza Italia che si sono detto contrari al reddito di cittadinanza proposto da Roberto Maroni in Lombardia, definendo la proposta elemosina o assistenzialismo di Stato. "Il reddito di cittadinanza e' una risposta coerente alle necessita' dei disoccupati; non e' assistenzialismo - scrive in una nota il capogruppo 5 stelle in Consiglio regionale lombardo, Dario Violi -. Non tutti hanno la fortuna di avere amici nei partiti che piazzano amici e parenti nelle aziende pubbliche o nelle istituzioni". "Vorrei anche ricordare - attacca Violi - che l'ex compagna di Salvini e' stata assunta casualmente da Regione Lombardia con chiamata diretta e la sua ex moglie dal Comune di Milano". "Per parte sua Ncd, con il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo promette, con un progetto di legge sul diritto al cibo, di nutrire tutti, ma lascia tanti cittadini a rovistare nei cassonetti della spazzatura - prosegue Violi -. Il M5S vuole ridare dignita' e restituire condizioni di benessere a migliaia di disoccupati".

LA FIOM SI SMARCA DA CGIL: "FAVOREVOLI"/ Intanto Maroni incassa il giudizio positivo anche della Fiom, che si smarca dalla Cgil che ieri aveva espresso perplessita' riguardo alla proposta di introdurre una sperimentazione di 'reddito di cittadinanza' in Lombardia. "Dal 2010, la Fiom chiede insistentemente l'introduzione del reddito di cittadinanza. Per noi e' un'iniziativa che va affrontata, discussa, e' un diritto che deve essere universale e riconosciuto, che non puo' limitarsi alle regioni piu' ricche. Tuttavia proprio, a partire dall'esempio della Regione Lombardia, ci puo' essere un'estensione su tutto il territorio nazionale", ha commentato, in una nota, Mirco Rota, segretario generale della Fiom Lombardia. Di diverso tono la presa di posizione della Cgil lombarda: "Non convince la proposta avanzata da Maroni: combattere la poverta' e' un'emergenza, ma a nostro giudizio le risorse europee debbono essere destinate alla creazione di lavoro, come cardine per sconfiggere l'esclusione e l'emarginazione sociale di chi oggi e' povero", aveva commentato il sindacato di Susanna Camusso, in una nota. "Creare lavoro significa riconoscere alle persone non solo un reddito, ma una dignita', un ruolo sociale di cittadino e cittadina, a prescindere dal colore della pelle o dal luogo di nascita".

"Quella che stiamo vivendo rappresenta secondo noi una situazione di difficolta' per i lavoratori, le famiglie e le imprese, di grande disagio sociale e disoccupazione, e contestualmente, di forte indebolimento delle tutele e degli ammortizzatori sociali - obietta, invece, la Fiorm -. Il reddito garantito non deve essere considerato un ammortizzatore sociale, un sussidio a tutti gli effetti, ma uno strumento per chi vuole studiare e non ha le possibilita', per garantire il diritto allo studio ad esempio. A fronte di questo 'reddito' ci deve essere da parte dell'individuo la volonta' di rendersi utile, disponibile per affacciarsi concretamente al mondo del lavoro, svolgendo anche una prestazione lavorativa". "Questa proposta non e' per nulla assistenzialista, afferma Rota, e non e' ammissibile che quando si danno soldi alle imprese lo si fa per rilanciare l'economia, mentre quando vengono dati ai lavoratori e' assistenzialismo. E' giusto che, soprattutto chi paga le tasse piu' di altri le tasse in questo Paese, riceva qualcosa: e' positivo in tal senso che la Regione spenda dei soldi a favore dei disoccupati e dei lavoratori - conclude Rota -. Meno male che in Lombardia si comincia a parlare concretamente di questa possibilita'. A questo punto, la Regione Lombardia dia delle garanzie e dei tempi certi per dare seguito alle parole di Maroni, siamo disponibili al confronto su questo argomento

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