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Milano
Martina: "Il post Expo è già iniziato, Governo darà una mano"
maurizio martina

Il governo ha investito molto in Expo, anzi piu' di tutti, visto che il ministero delle Finanze partecipa con il 40 per cento nella societa' Expo eppure "non ha tecnicamente uno spazio di manovra diretto per provare a dare una mano sul 'dopo', se non la moral suasion". Il ministro per le Politiche agricole con delega all'Expo, Maurizio Martina, rivendica il ruolo dell'esecutivo su quello che sara' il futuro delle aree dove sorge Expo. Durante il suo intervento al convegno organizzato da Cgil Lombardia 'L'orizzonte oltre Expo', a Milano, il ministro mette l'accento sul problema della 'governance'. "Credo nel mix pubblico privato per sviluppare fino in fondo i due assi, conoscenza e innovazione - spiega -. Ma cosa puo' fare il governo? Noi ereditiamo una situazione un po' bislacca: gia' solo nel confronto tra Expo spa e Arexpo si capisce che abbiamo problemi di allineamento della governance. E questo non si risolve solo semplificando in 'Decide Roma o Milano'. Non e' questo il punto, ma come essere tutti attori propositivi. Rivendico - sottolinea - il ruolo del governo nel provare a dare una mano in questo lavoro di squadra". In campo c'e' anche la possibilita', come ricorda il ministro, che il governo entri "nella governance attuale di Arexpo".

"IL GOVERNO VUOLE DARE UNA MANO"/ "La disponibilita' c'e' - spiega - e, come e' noto, ci stiamo ragionando e stiamo valutando con quali strumenti e quali tempi, non prima pero' di aver chiarito tutti insieme per fare che cosa. "Il post Expo e' gia' iniziato - aggiunge Martina - . Abbiamo il dovere di disegnare una prospettiva che vada oltre ottobre. Dobbiamo riconoscere intanto la potenza di questa infrastruttura. E' un'area che non ha pari nel Paese dal punto di vista tecnologico, per la logistica e l'organizzazione. E' un pezzo di citta' nuova. Questa e' la piattaforma innovativa piu' interessante che l'Italia ha per le mani e ha il dovere di collocare la discussione all'interno di un disegno strategico nazionale e non solo milanese o lombardo". "Dobbiamo tenere legato il lavoro faticoso che si fara' per definire il post expo ad Expo" a quello che e' il tema dell'alimentazione. "Faccio un passo in piu' - conclude il ministro Martina - . Se tutti ci diciamo che la proposta dell'universita' degli studi di Milano e' uno degli assi centrali, lo scheletro portante, su cui costruire l'operazione, il nostro dovere deve essere verificare come dare una mano a quel tipo di iniziativa". Il ministro ha approfittato dell'occasione anche per consegnare la Carta di Milano al segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

CAMUSSO: "EXPO, VOGLIAMO TRASPARENZA SUI NUMERI"/ La quale ha fatto appello alla trasparenza: è singolare - ha infatti affermato - che “per un evento come Expo, i numeri scompaiono. Non va bene. Ora ci piacerebbe ci fosse grande trasparenza sui numeri". "Vorremmo sapere quanta gente sta venendo, quanta gente visita Expo ogni giorno, quanti sono stranieri e quanti italiani. Sarebbe corretto che si conoscesse concretamente anche quanta gente ci lavora e con quali contratti. Perche' anche questo ci dice di quale patrimonio disporra' Milano, dopo il 31 ottobre. Conoscere i numeri permette a tutti di ragionare poi sull'andamento e, eventualmente anche sulle cose da fare se non ci fosse quel risultato straordinario che tutto il paese vorrebbe". "La trasparenza - conclude il segretario Cgil - dovrebbe essere la regola con la quale ci si muove. Di Expo si parla molto, e questo e' un risultato importante".

SALA: "EXPO TRASPARENTISSIMO"/ La trasparenza che conta e' su "costi e ricavi" e su questo Expo "e' trasparentissimo". Il commissario unico Giuseppe Sala risponde cosi' al segretario della Cgil, Susanna Camusso, che aveva lamentato la mancanza di dati, oltre che sui lavoratori e relativi contratti, anche sul numero di visitatori che stanno arrivando a Expo, annuciando inoltre che nei prossimi giorni si "fara' un punto su questo mese di maggio. La trasparenza per chi governa e gestisce soldi pubblici - ha spiegato Sala - deve essere misurata su costi e ricavi che sono i biglietti venduti, l'unico dato inequivocabile su cui non c'e' spazio per finzioni perche' e' registrato a bilancio. Quindi - ha concluso - su questo non sono trasparente ma trasparentissimo".

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