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Milano
Maugeri: gli yacht di Daccò e i contratti firmati a tavola
fondazione maugeri

"Con Pierangelo Dacco' c'era un grande rapporto di amicizia che superava i rapporti scritti, definivamo contratti e percentuali a tavola da Peck o da Sadler (ndr, due noti ristoranti milanesi)". Cosi' l'ex assessore regionale lombardo Antonio Simone, imputato nel processo sul caso Maugeri, ha sintetizzato in aula il suo legame con l'uomo d'affari rispondendo a una domanda del pm Laura Pedio. Entrambi sono accusati nel processo davanti alla X sezione penale che vede imputato anche l'ex governatore Roberto Formigoni, di avere ottenuto provvedimenti favorevoli per la Fondazione Maugeri in cambio di favori e utilita' a beneficio dell'allora Governatore.

Secondo l'accusa, parte dei fondi distratti dal polo sanitario sarebbe stata dirottata per l'acquisto e il mantenimento di imbarcazioni di lusso tra il 2008 e il 2011. "Lei utilizzava queste barche?", ha domandato il pm all'esponente di Comunione e Liberazione, che ha risposto: "Le utilizzavano tante persone che chiedevano il permesso a Dacco', tra cui me e la mia famiglia. Quando ero in Sardegna al mare, giravo con la mia famiglia su un piccolo motoscafo e se i miei figli volevano fare un giro piu' lungo chiedevo a Dacco' dov'era posteggiato perche' era noto che sulla barca di Dacco' si mangiava bene. Ci andavo cinque o sei volte all'anno". Alla domanda su a cosa servissero queste barche, Simone ha spiegato che "Dacco' le usava per ospitare amici e altre persone nei due - tre mesi estivi. Servivano per le pubbliche relazioni, invitava gente con cui faceva affari". Il pm ha inoltre chiesto all'imputato la destinazione della vacanze di Dacco' negli ultimi dieci anni. "So che tutti i Natali va in posti esotici, nel 2000 ha invitato anche me e siamo andati a Saint Barth (ndr, nelle Antille Francesi). Ha pagato tutto lui. Con chi andasse a fare questi viaggi per 25 anni non e' una curiosita' che mi appassiona piu' di tanto, ma so che Dacco' ha sempre pagato".

Quanto alla sua residenza a Londra tra il 1998 e il 2011 che, ha ipotizzato il pm, sarebbe stata "fittizia" per dribblare il fisco, Simone ha ribattuto: "Il fatto che fosse una residenza fittizia e' una sua interpretazione. Che Londra abbia un vantaggio fiscale e' su tutti i giornali, c'e' scritto anche stamattina. Io denunciavo a Londra quello che la legge inglese mi imponeva, l'ho sempre fatto fino all'ultimo".

Secondo l'accusa, la Fondazione Maugeri avrebbe ottenuto rimborsi indebiti per prestazioni sanitarie per circa 200 mln di euro attraverso una quindicina di delibere della Giunta regionale. Parte di questi soldi, 61 milioni, sarebbe stati distratti dalle casse tramite Simone e Dacco'. In cambio delle delibere, Formigoni sarebbe stato ricompensato con benefit di lusso per oltre 8 milioni di euro, tra cui viaggi, vacanze ai Caraibi e l'utilizzo di tre yacht.

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