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Milano
Medico morto a Milano: sempre più forte l'ipotesi del suicidio
Carabinieri in Stazione Centrale

Medico morto in via Macchi: sempre più forte l'ipotesi del suicidio

Medico morto in via Macchi: e se si trattasse di un suicidio? Resta in piedi anche questa ipotesi per la tragedia ancora senza spiegazioni avvenuta sabato sera in zona Stazione Centrale a Milano. Sul coltello da cucina che ha inferto la fatale ferita alla gola al ginecologo napoletano Stefano Ansaldi non sono state trovate impronte. E tutte le piste restano aperte. Sebbene già due giorni fa gli inquirenti abbiamo lasciato intendere che si tratterebbe di un delitto troppo efferato per immaginare una "semplice" rapina andata male. E le indagini si sono anche mosse nella direzione della vita privata del medico. Ieri, l'indiscrezione di un suo assegno in bianco scomparso un anno fa, da lui firmato e che era destinato ad una società di Malta inserita nell'elenco dei "Paradise papers".  Altre anomalie sono riscontrabili attorno agli ultimi spostamenti di Ansaldi, che era salito a Milano in tutta fretta ma senza procurarsi un biglietto di ritorno né prenotare un hotel. Con sè solo una 24 ore vuota. Sul marciapiede, un Rolex trovato chiuso, come se il dottore se lo fosse sfilato e lo stesse consegnando al suo interlocutore. Scomparso invece il cellulare, che aveva agganciato molte utenze straniere nell'ultimo periodo.

Prende sempre più corpo con il passare delle ore l'ipotesi del suicidio: tra gli elementi principali il fatto che le telecamere della zona non hanno ripreso persone fuggire, ne' i testi le hanno viste o sentito rumori di fuga. In piu', il cellulare del medico, non trovato, era stato spento circa un'ora prima della morte. E l'uomo era in difficolta' finanziarie.

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