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Milano
Sovrintendente straniero alla Scala, Meyer: "Sgarbi mi fa pena"
La Prima 2022 della Scala

Meyer ribatte a Vittorio Sgarbi: "Non mi sono mai sentito straniero"

"Io sono in Italia da 30 anni e la prima volta che sono venuto alla Scala era il 1980. Non mi sono mai sentito uno straniero. E mi sento a casa laddove si fa cultura". Così il sovrintendente della Scala Dominique Meyer a margine della Prima a Milano del "Boris Godunov" interpellato sulle dichiarazioni del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi che diceva che era tempo di un sovrintendente italiano.

Meyer: "Per la prima volta ho sentito questa parola dura, 'straniero', mi ha fatto pena"

"Per la prima volta ho sentito questa parola dura, 'straniero', mi ha fatto pena. Io sono stato accolto qui sempre molto bene da 35 anni. Sono presidente di varie giurie e sono sempre stato accolto a braccia aperte - ha aggiunto -. Mi fa pena essere considerato adesso come un cattivo straniero che non sa fare il suo lavoro. Sono 32 stagioni che dirigo l'Opera di Parigi, l'Opera di Vienna e adesso la Scala". "Ho rispetto per questa persona che non conosco ma che credo non conosca il mio lavoro", conclude Meyer.

Sgarbi: "Vorrei che almeno Scala e Uffizi avessero un direttore italiano"

Queste erano state le parole di Sgarbi:  "La mia opinione è questa: perché la Scala deve avere sempre sovrintendenti stranieri, posso dirlo o devo avere la delega? Vorrei che almeno due istituzioni italiane, la Scala e gli Uffizi avessero un direttore italiano. E sono amico degli attuali direttori, ma lo dico come principio. Risulta che ci sia un direttore italiano al Louvre o all'Opera? Poi ho detto che è meglio dare i soldi alle maestranze che alla regia" a dirlo il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi.

Sgarbi: "Meyer maleducato, da lui risposta inaccettabile e arrogante"

Il sottosegretario ha quindi commentato duramente le parole di Meyer: "Gli faccio pena? Ne prendo atto. E' un maleducato. Io ho espresso un ragionamento non sulla sua attività di Sovrintendente, ma sull'auspicio che le più importanti istituzioni culturali italiane (e tra queste certamente il teatro La Scala) siano guidate da uomini di cultura italiani, che hanno consolidata esperienza. La risposta di Meyer è inaccettabile e decisamente arrogante, ancor più se rivolta a un rappresentante delle istituzioni. I francesi non metterebbero mai un italiano alla guida del Louvre. Questo ho detto e questo ribadisco. Mi aspetto delle scuse per queste sue parole piene di stizza. Francese è la direttrice dell'Opéra di Parigi; francese la direttrice del Louvre".

Prosegue Sgarbi: "Registro inoltre che il Sovrintendente pro tempore della Scala mente sulla sua carriera, confondendola con quella di turista, spettatore ed esperto. Non corrisponde al vero la sua affermazione: 'Io sono in Italia da 30 anni. E la prima volta che sono venuto alla Scala era il 1980'. Equivale a quello che potrei dire io: che sono in Francia da 52 anni e che sono andato al Louvre la prima volta nel 1970. Non mi sento straniero a Parigi, ma non dirigo nessuna istituzione francese, né ho mai parlato di un 'cattivo straniero che non sa fare il suo lavoro'. Mi chiedo come Meyer non valuti la contraddizione tra il suo essere in Italia da 30 anni e l'aver dichiarato 'sono da 32 stagioni che dirigo l'Opéra di Parigi e l'Opera di Vienna'. Aggiungo che Meyer, in tutta la sua carriera, è sempre stato consigliere o direttore di gabinetto di ministri della cultura e di primi ministri rigorosamente del Partito socialista. Il mio auspicio - conclude il sottosegretario al MiC - è che il prossimo Sovrintendente sia italiano, e non ha niente a che fare con un giudizio sull'operato di un signore di cui la lunga carriera è conosciuta ed è italiana solo a partire dal 2020, come si evince dal suo curriculum"

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