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Milano
Migranti, pugno duro di Regione Lombardia contro il "business dell'accoglienza"
consiglio regionale lombardia roberto maroni raffaele cattaneo

Nessuno sconto a chi intende fare business con l'accoglienza: la discussione attorno alla legge sul Turismo al Pirellone è stata dominata dalla proposta di emedamento avanzata da Massimiliano Romeo, da Fabio Rolfi e dal consigliere Pietro Fioroni, con la quale si proponeva l'istituzione di una multa salata da 5 a 10mila euro, oltre ad una sospensione della licenza da sei mesi ad un anno, per gli albergatori che ospitano profughi e migranti economici. Emendamento poi ritirato sulla scia delle forti proteste dell'opposizione. Ma sostituito da un subemendamento presentato da Mauro Parolini che prevede l'esclusione, se approvato, da tutti i contributi regionali per le strutture ricettive alberghiere e non che negli ultimi tre anni abbiano avuto introiti non “integralmente derivanti dalla attività turistica". Ma il lungo dibattito che ne segue ha fatto slittare ad oggi la votazione.

MARONI: "PRONTI AD ACCOGLIERE... CHI NE HA DIRITTO"/“Io sono pronto ad accogliere tutti i rifugiati in Lombardia, ma chi non ha diritto a restare deve essere rimpatriato” e “se il governo li mette negli alberghi nostri, a spese dei lombardi, io ho dovere di reagire come governatore”. Lo ha affermato il presidente della Regione Roberto Maroni commentando la legge sul turismo in discussione in Consiglio regionale e in particolare l’emendamento presentato dalla Lega con il quale si prevedono penalizzazioni per gli albergatori che ospitano immigrati nelle loro strutture. “Per me quello che decide il Consiglio regionale è sovrano – ha aggiunto Maroni a margine di un incontro a Palazzo Lombardia - e ho il dovere di attuare quello che decide il Consiglio”, ha proseguito sottolineando che il punto fondamentale, a suo giudizio è che “la gestione dell’immigrazione” da parte del governo “è fatta malissimo”. “Io – ha concluso - sono favorevole a tutte le iniziative che evidenziano la nostra opposizione a questa gestione".

ALFIERI (PD): "AULA NON E' TALK SHOW"/ "L’aula non è un palcoscenico da talkshow. Non deve essere il luogo preferito dove fare sceneggiate populiste da campagna elettorale. La Lega fa propaganda anche con un normale provvedimento sul turismo. Così non si può discutere e soprattutto così non si governa la Lombardia”. Lo ha dichiarato in Consiglio regionale il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, annunciando la decisione del gruppo democratico di non proseguire oltre nella discussione del progetto di legge regionale sul turismo e di non effettuare alcuna votazione di emendamenti ed articoli a meno che non venga cambiato il subemendamento dell’assessore Parolini che introduce la penalizzazione degli albergatori che accolgono i profughi. La Lega ha accettato di ritirare l’emendamento che introduceva multe da 5mila a 10mila euro ma in cambio ha ottenuto un subemendamento che esclude, se approvato, da tutti i contributi regionali le strutture ricettive alberghiere e non che negli ultimi tre anni abbiano avuto introiti non “integralmente derivanti dalla attività turistica”.

PEDRAZZINI (FI): "RAGIONEVOLEZZA MA RIGORE"/ «Esiste un problema legato all’immigrazione che non può  essere ignorato. Dobbiamo fare ricorso a tutto il buon senso e alla ragionevolezza di cui disponiamo rimanendo al contempo estremamente rigorosi. Abbiamo dunque ritenuto necessario inserire un emendamento alla legge sul Turismo in discussione per stabilire che i contributi regionali per le strutture alberghiere vengano concessi esclusivamente “qualora il fatturato o ricavato della attività degli ultimi 3 anni sia integralmente derivante dalla attività turistica”. Il nostro è un intendimento meditato che vale anche quale sollecitazione a un più penetrante controllo da parte del governo italiano sul fenomeno immigratorio, che non può non essere governato. La posizione della Regione Lombardia si inserisce pertanto in un disegno volto a richiedere anche il coinvolgimento dell’Unione Europea di fronte a un fenomeno di portata storica che non può essere lasciato senza regole». Così il presidente del Gruppo Forza Italia in regione Lombardia Claudio Pedrazzini.

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