Dopo una carriera consolidata nel mondo dell’hospitality, Antonio Girardi amplia il proprio linguaggio progettuale esplorando nuove possibilità nel living domestico. Con AM/PM, il divano letto progettato per unire estetica, comfort e semplicità d’uso, introduce una visione in cui funzionalità e ricerca stilistica convivono senza compromessi. In questa intervista, ci racconta l’origine del progetto, il suo approccio al design e le prospettive future dell’abitare contemporaneo.
Dopo una carriera consolidata nell’hospitality, cosa l’ha spinta a esplorare il mondo del living domestico con il divano letto AM/PM?L’idea di sviluppare il divano letto AM/PM nasce proprio da un’esigenza concreta riscontrata nel mondo dell’hospitality: quella del terzo letto nelle camere d’albergo. Nella maggior parte dei casi, anche nelle strutture di lusso, il letto aggiuntivo risulta poco soddisfacente sia dal punto di vista estetico sia da quello pratico. Persino nelle suite, dove spesso sono presenti divani letto nei salottini, questi si rivelano scomodi e poco funzionali: l’apertura richiede di ripensare completamente gli spazi della stanza e il materasso raramente garantisce un reale comfort, rendendo l’esperienza poco accogliente per l’ospite. Da qui nasce AM/PM: una soluzione pensata per coniugare estetica e praticità. Il materasso coincide con la seduta del divano, realizzata con la linea top di Dorelan, e grazie a un semplice movimento dello schienale si trasforma facilmente in letto, senza compromettere l’armonia degli spazi. AM/PM si rivela così un’ottima soluzione anche nel living domestico, offrendo una risposta intelligente ed elegante per accogliere ospiti senza dover disporre necessariamente di stanze aggiuntive.
Nel progetto AM/PM emerge la sua cifra stilistica fatta di “caos elegante”: come ha tradotto questo concetto in un oggetto così funzionale come un divano letto?
La funzionalità di AM/PM è in realtà molto essenziale e lineare: la trasformazione da divano a letto avviene in modo immediato, senza richiedere sforzo fisico né complessità d’uso. In questo senso, il progetto si allontana da qualsiasi forma di “caos” operativo, privilegiando semplicità e fluidità. Il concetto di “caos elegante” emerge invece sul piano estetico e materico. Si esprime nella combinazione di elementi diversi ma armonizzati con cura: tessuti Dedar accostati a cesti in vimini, dettagli in ottone che dialogano con superfici morbide e strutture più naturali. È un equilibrio studiato tra contrasti, che dà vita a un oggetto ricco ma mai disordinato. Questa cifra stilistica si riflette anche nell’integrazione di elementi tecnologici, come la lampada incorporata e la presa USB-C: dettagli funzionali che arricchiscono l’esperienza d’uso e contribuiscono a creare un’estetica eclettica e contemporanea.
Il progetto combina materiali naturali, artigianato italiano e dettagli di alta qualità: quanto conta oggi, nel design contemporaneo, il dialogo tra tradizione e innovazione?
Questo dialogo, nei miei progetti, è ormai imprescindibile. Lavoro quotidianamente con artigiani locali per la realizzazione dei mobili che disegno, perché credo profondamente nel valore del saper fare italiano e nella qualità che nasce da processi ancora fortemente legati alla manualità. Sia nell’architettura sia nel design parto sempre da una base classica e tradizionale: proporzioni, materiali e riferimenti che hanno una solidità nel tempo. Su questa struttura inserisco poi elementi più innovativi e dettagli inaspettati, che rendono ogni progetto contemporaneo e distintivo. È proprio in questo equilibrio tra memoria e innovazione che il design oggi trova la sua forza: autenticità da un lato, capacità evolutiva dall’altro.
AM/PM ridefinisce il divano letto come elemento di design e non più come compromesso: come immagina l’evoluzione futura dell’arredo multifunzionale negli spazi abitativi?
L’arredo multifunzionale è destinato a diventare sempre più centrale nel modo in cui progettiamo e viviamo gli spazi domestici. Le case contemporanee richiedono soluzioni flessibili, capaci di adattarsi a esigenze diverse nel corso della giornata, senza rinunciare a una forte identità estetica. Il futuro non sarà fatto di elementi trasformabili percepiti come compromessi, ma di oggetti pensati fin dall’inizio per integrare più funzioni in modo naturale e armonioso. La sfida sarà nascondere la complessità progettuale dietro una semplicità d’uso assoluta, mantenendo elevati standard di qualità, comfort e bellezza. Immagino un’evoluzione in cui tecnologia, artigianato e design dialogano sempre più strettamente, dando vita a soluzioni intelligenti, discrete ed eleganti: elementi capaci di trasformarsi senza perdere coerenza formale, diventando parte integrante dello spazio.
Guardando avanti, può anticiparci qualcosa sui suoi prossimi progetti, sia in Italia che a livello internazionale?
Nel prossimo mese sono previste diverse aperture, in particolarein Costiera Amalfitana e sull’isola di Capri, territori che continuano a offrire uno straordinario stimolo progettuale. Ad Anacapri inaugureremo due progetti a cui sono particolarmente legato: l’Hotel Casa Caprile, situato nella storica residenza della Regina Vittoria di Svezia, e il Club dell’Hotel Capri Palace. A livello internazionale, stiamo sviluppando numerosi progetti a Malta, sia nel settore residenziale sia in quello dell’hospitality: un contesto dinamico che consente di esplorare nuove declinazioni del nostro linguaggio progettuale, mantenendo sempre un forte legame tra identità, luogo e qualità del design.

