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Milano Fashion Week AI 2026/27, tra neo-medioevo e stratificazioni: il giorno delle visioni forti

Da Max Mara a Prada, da Emporio Armani a Roberto Cavalli: la terza giornata milanese mette in scena donne consapevoli, identità plurali e un nuovo equilibrio tra storia e contemporaneità

Milano Fashion Week AI 2026/27, tra neo-medioevo e stratificazioni: il giorno delle visioni forti

Milano non alza la voce, ma detta il ritmo. La terza giornata della Milano Fashion Week Autunno-Inverno 2026/27 è stata un esercizio di potere silenzioso, di visioni coerenti e di identità ben scolpite. In passerella si è parlato di storia, di memoria, di stratificazione. Ma soprattutto di donne. Da Max Mara a Prada, passando per Emporio ArmaniMarniRoberto Cavalli e BOSS, il calendario ha scandito un racconto compatto, dove il passato diventa linguaggio e il presente si costruisce per sovrapposizioni.

Max Mara: la regina moderna

Da Max Mara sfila il neo-medievalismo di una regina contemporanea. L’ispirazione dichiarata è Matilde di Canossa, figura chiave del Medioevo italiano, trasformata in emblema di indipendenza e leadership femminile. Il potere, qui, non è ostentazione ma precisione: cappotti scultorei, cashmere avvolgenti, gonne ampie e tuniche in pelle scamosciata costruiscono un guardaroba che sa di armatura morbida.

La palette si muove tra lupo, volpe, leone, nero e cammello, mentre stivali flat oltre il ginocchio e dettagli in nabuk rafforzano un’attitudine pragmatica. È un utilitarismo colto, che celebra anche il 1981 del cappotto 101801 come data fondativa di un’estetica destinata a durare.

Prada: la contraddizione è vita

Al Deposito della Fondazione Prada, Miuccia Prada e Raf Simons portano in scena la stratificazione come metafora esistenziale. Sessanta look, indossati da quindici modelle uscite più volte in passerella, rivelano e nascondono strati di memoria, identità, politica.

Sartoria, sportswear, abiti di raso ricamati convivono in un dialogo continuo tra interno ed esterno. I materiali appaiono volutamente vissuti, patinati, come se il tempo fosse parte integrante del design. La sovrapposizione diventa dichiarazione: ogni abito contiene molteplici storie, proprio come ogni persona. In un’epoca in cui i riferimenti sembrano fragili, Prada sceglie la complessità. E la indossa.

Emporio Armani: omaggio al Maestro

La prima collezione co-ed firmata congiuntamente da Silvana Armani e Leo Dell’Orco per Emporio Armani è un omaggio esplicito al “Maestro” Giorgio Armani, ma anche un passo in avanti. Il dialogo tra maschile e femminile si costruisce attraverso trench leggeri, tweed britannici, gilet, blazer in velluto e tanto denim, trattato come tessuto nobile. Camicie ampie e pantaloni corti generano nuove proporzioni, mentre piccoli stemmi e ricami di cristalli evocano club esclusivi e disciplina musicale. È una sinfonia misurata, giovane, che conserva la grammatica armaniana aggiungendo una vibrazione più frizzante.

Marni: ritorno alle origini

Con il debutto di Meryll Rogge alla direzione creativa, Marni guarda alle proprie radici, a quella femminilità stratificata e difficile da definire che rese iconico il brand agli inizi. Silhouette e materiali apparentemente in contrasto trovano un equilibrio sorprendente. Il motivo del cerchio diventa leitmotiv grafico e simbolico, mentre sportswear, suggestioni anni Ottanta e massimalismo controllato si fondono in una proposta identitaria e riconoscibile.

Roberto Cavalli: il sogno dark

Da Roberto Cavalli il nero diventa universo. Fausto Puglisi esplora il colore in tutte le sue declinazioni: pelli stampate, pitone, coccodrillo, jacquard, vinile, chiffon “distrutto”. Le superfici dialogano tra loro come strumenti in orchestra. L’animalier non scompare, ma si fa ombra. Le silhouette alternano mini gonne a ruota sostenute da crinoline, slip dress sensuali, top-armatura. Flash di lilla, rosa shocking e viola deep purple irrompono come accenti new romantic. È un glamour crepuscolare, magnetico, consapevole.

BOSS e gli altri: il potere della personalizzazione

BOSS ribadisce che la sartorialità è davvero potente solo quando diventa personale: tailleur con spille floreali, dolcevita dai polsini oversize, layering calibrati che invitano alla sperimentazione. Tra romanticismo e grunge contemporaneo si muovono anche Genny, Florania e Anteprima, contribuendo a una giornata compatta e coerente, dove il filo rosso resta uno: l’identità. Milano, ancora una volta, non ha inseguito l’effetto speciale. Ha preferito la profondità. E in un tempo di rumore costante, è forse questo il gesto più rivoluzionario.

Oggi in passerella

La quarta giornata si preannuncia altrettanto intensa. In calendario: Tod’sMarco RambaldiSportmaxBlumarineGucciSa Su PhiElisabetta FranchiMoschinoInstitution by Galib GassanoffGCDS.