Centrodestra verso Milano 2027, a riaccendere il dibattito è stata l’iniziativa promossa sabato da Forza Italia alla Fondazione Rovati, dal titolo “Milano, una storia che riparte. Visioni per una metropoli che unisce, crea e guida”. L’evento, organizzato dalla presidente della Consulta nazionale di Forza Italia Letizia Moratti insieme alla senatrice Stefania Craxi, ha riunito circa trenta personalità del mondo accademico, economico e della società civile per avviare una riflessione sulla città e sulle prospettive future. Aprendo i lavori, Moratti ha spiegato che l’obiettivo è avviare “un laboratorio di riflessione sulla città che vogliamo”, una città capace di crescere senza escludere, innovare senza perdere la propria identità e tenere insieme dimensioni culturali, sociali ed economiche. Un percorso che, nelle intenzioni degli organizzatori, guarda anche alla prossima sfida elettorale per Palazzo Marino.
“Tra i relatori c’è il nostro candidato”
A rendere politicamente più rilevante l’iniziativa è stata una frase pronunciata dalla stessa Moratti a margine dell’evento: tra i trenta relatori presenti in sala ci sarebbe il candidato sindaco di Forza Italia. “Stiamo lavorando su un candidato civico che abbia la capacità di rendere Milano di nuovo una città che abbia fiducia in se stessa, orgoglio, capacità di progettazione del futuro ma molto attenta ai temi sociali e culturali, ai bisogni dei cittadini”, ha spiegato l’ex sindaca. L’identikit indicato dagli azzurri punta quindi su una figura della società civile, capace di parlare anche a un elettorato più ampio rispetto ai confini tradizionali della coalizione.
Alla giornata hanno partecipato numerosi protagonisti del mondo accademico e imprenditoriale, tra cui la presidente di Borsa Italiana Claudia Parzani, il presidente del gruppo Dompè Sergio Dompè, il presidente dei City Angels Mario Furlan e diversi rettori ed ex rettori milanesi come Marina Brambilla, Donatella Sciuto, Giovanna Iannantuoni e Ferruccio Resta.
Le rettrici si smarcano da una possibile candidatura
Le parole di Moratti hanno inevitabilmente acceso il toto-nomi tra i presenti. Ma nel giro di poche ore sono arrivate anche le prime smentite. La rettrice dell’Università Statale Marina Brambilla ha scherzato sul suo “alibi” istituzionale: “Sono rettrice fino al 2030”. Anche l’ex rettrice della Bicocca Giovanna Iannantuoni ha escluso una candidatura, spiegando di partecipare a incontri sulla città indipendentemente dal colore politico di chi li organizza. Tra i nomi circolati c’è stato anche quello dell’ex rettore del Politecnico Ferruccio Resta, indicato nei mesi scorsi come possibile candidato del centrodestra. Ma anche lui ha preferito mantenere le distanze: “Il calciomercato appassiona moltissimo i cittadini”, ha commentato con ironia. Secondo Resta, Milano ha bisogno soprattutto di affrontare alcune sfide concrete: dalla gestione della crescita urbana alla questione degli affitti e alla digitalizzazione dei servizi.
La freddezza di Lega e Fratelli d’Italia
Se l’iniziativa di Forza Italia ha acceso il dibattito pubblico, nel centrodestra non sono mancate reazioni critiche. Il coordinatore regionale degli azzurri Alessandro Sorte ha parlato di una candidatura costruita in mesi di lavoro e ha rivendicato per Forza Italia un ruolo di regia nella scelta del candidato. Ma proprio questa impostazione ha suscitato irritazione tra gli alleati.
Il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina ha replicato con toni netti: “Non serve il candidato sindaco di Forza Italia, ma il candidato sindaco della coalizione”. Anche da Fratelli d’Italia sono arrivate osservazioni critiche. Il deputato Marco Osnato ha invitato a evitare nostalgie di un passato in cui era Forza Italia a scegliere i sindaci di Milano, sottolineando che la coalizione ha bisogno di un confronto più ampio con la città. Sulla stessa linea anche il capogruppo leghista a Palazzo Marino Alessandro Verri, secondo cui non risulta ancora convocato alcun tavolo di coalizione per discutere della candidatura.
Il precedente del “Patto per Milano”
Già nel settembre del 2025 Forza Italia aveva tentato una mossa autonoma sulla città con la proposta, avanzata proprio da Letizia Moratti, di un “Patto per Milano”. L’idea prevedeva una sorta di collaborazione trasversale tra centrodestra e Partito democratico per sbloccare l’iter di un possibile Salva Milano bis, il provvedimento urbanistico destinato a regolare le partite aperte della città.
Una proposta che fu accolta con freddezza sia nel centrodestra sia nel centrosinistra e che, secondo molti osservatori, lasciava intravedere anche un sottotesto politico: una possibile apertura, come controparte del patto, su alcune grandi operazioni urbane, a partire dal dossier San Siro.


