Prosegue l’inchiesta della Procura di Milano sui cosiddetti “cecchini del weekend”, italiani che negli anni ’90 avrebbero raggiunto Sarajevo assediata per sparare sui civili durante la guerra nei Balcani. Coordinata dal pm Alessandro Gobbis e dal procuratore Marcello Viola, l’indagine vede al momento quattro persone iscritte nel registro degli indagati per omicidio volontario aggravato. Tra loro anche un ex cacciatore piemontese, mentre restano nel mirino un imprenditore lombardo e un residente in Toscana.
La linea difensiva dell’ex missino: “Solo racconti e millanterie”
Uno degli indagati, un 64enne residente in provincia di Alessandria, ha scelto di non rispondere ai pm, depositando però una memoria difensiva. “Ho conosciuto italiani che hanno combattuto in Bosnia e stupidamente ho rappresentato come vissuti da me episodi che in realtà mi erano stati riferiti da altri. Sono stato un idiota”, ha scritto. Una versione confermata anche dalla sua legale Licia Sardo: “Ha semplicemente millantato e fatto propri racconti che aveva appreso da gente che effettivamente è andata là”. L’uomo sostiene che quanto raccontato in passato ai media fosse frutto di narrazioni ascoltate e non esperienze dirette: “Mai avrei potuto permettermi di pagare per andare a giocare alla guerra”.
Nella memoria, l’indagato riferisce di aver saputo di trasferte verso la Bosnia “su piccoli aerei” charter guidati da persone che si qualificavano come mercenari. Viaggi che, secondo i racconti raccolti, partivano anche da aeroporti della costa adriatica per arrivare in Macedonia o Montenegro. Chi partiva veniva assoldato da gruppi militari o paramilitari e pagava il viaggio, ma non per “andare a sparare” direttamente sui civili. Tuttavia, come avviene “in tutte le guerre”, ammette che potevano esserci vittime collaterali. Racconti che – aggiunge – gli provocarono “incubi notturni” e che sarebbero stati accompagnati anche da fotografie definite “allucinanti”.
L’uomo nega di aver mai combattuto in Bosnia. “I nomi? Sono persone che ho conosciuto più di 30 anni fa al poligono di tiro o facendo attività politica. Non me li ricordo, ma anche se me li ricordassi non metterei nei guai persone che non hanno fatto nulla di male”, ha dichiarato come riferisce il quotidiano Il Giorno. Anche lui ha ridimensionato le precedenti affermazioni, parlando di “millanterie”, pur confermando di aver conosciuto alcuni foreign fighter italiani negli anni ’90.
Dalle dichiarazioni emerge un contesto ideologico preciso. Il 64enne ha raccontato di essere stato vicino all’Msi e di essere un “ammiratore di Almirante”, oltre ad aver frequentato ambienti come poligoni e sezioni politiche tra Piemonte e Liguria. In passato aveva anche parlato di “simpatie per l’ultradestra” come motivazione che lo avrebbe spinto, almeno nei racconti, verso i Balcani. Tra i combattenti citati figurerebbero anche ex militari italiani, “ex della Folgore”, partiti volontari o in congedo. Emerge una forte fascinazione per il mondo militare.
I “safari dell’orrore” su civili
L’ipotesi investigativa resta pesante: quella di cittadini italiani che avrebbero pagato per partecipare a spedizioni armate durante l’assedio di Sarajevo tra il 1992 e il 1995, sparando anche contro civili – donne, anziani e bambini. Secondo alcune testimonianze, ci sarebbero stati veri e propri “safari umani” a pagamento. “Qualcuno andava per divertirsi”, ha riferito uno degli indagati in passato, parlando anche della presenza di stranieri.
L’inchiesta, partita dall’esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni, si basa anche su testimonianze giornalistiche e su contributi come quelli dell’ex inviato Adriano Sofri. È in corso un coordinamento con autorità giudiziarie italiane ed europee per ricostruire una rete che avrebbe organizzato trasferte nei teatri di guerra. Sarajevo, intanto, ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi interrogatori, mentre resta il rischio – come sottolineato da Gavazzeni – che “mischiando volontari, mercenari e ricchi clienti si produca confusione finalizzata ad altro”.

