Milano
Milano-Cortina, la situazione al corteo degenera: cariche e idranti contro i manifestanti. Fermate cinque persone
Tanti cartelli per la Palestina e contro l'Ice

Milano-Cortina, scontri corteo: cinque persone fermate
Cinque persone sono state fermate per essere identificate, dopo gli scontri al corteo milanese contro le Olimpiadi.
Milano-Cortina, cariche e idranti contro i manifestanti
Lacrimogeni, cariche e l’idrante: così le forze dell’ordine stanno tentando di respingere un gruppo di manifestanti che incappucciati e con fumogeni e petardi stavano avanzando verso l’ingresso della tangenziale Est nel quartiere Corvetto di Milano.
Milano-Cortina, manifestanti lanciano petardi e bottiglie a Corvetto
Petardi e lancio di sassi al corteo anti Olimpiadi di Milano. All’arrivo in piazzale Corvetto, dove sarebbe dovuto terminare il corteo contro i Giochi olimpici, un gruppo di manifestanti ha indossato caschi e cappucci e sparando petardi e fumogeni si sta dirigendo verso l’imbocco della tangenziale, presidiato dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
Milano-Cortina, striscioni al Corvetto: "Ice out’ e ‘fuori divise da quartiere"
All’arrivo del corteo contro i Giochi olimpici nel quartiere Corvetto di Milano, i manifestanti - diverse migliaia - hanno rallentato il ritmo, fermandosi a più riprese nei pressi di piazzale Ferrara per issare manifesti sul cantiere di un palazzo e sul mercato comunale in disuso, ribattezzato nell’insegna “mercato popolare”. Gli attivisti sono saliti sull’edificio, esponendo diversi striscioni: “Lunga vita ai quartieri popolari!”, “Stop speculazione nei quartieri”, “case alle famiglie fuori le divise dal quartiere”.
Poco prima i ragazzi del centro sociale Cantiere sono saliti su un palazzo di via Benaco, interessato da lavori di ristrutturazione, per protestare contro il “modello Milano”, una città “piena di ponteggi e di cantieri che stanno mangiando la città”. Dall’alto è stato srotolata una lunga scritta per chiedere “Ice out of Milan”.
I manifestanti hanno intonato una versione modificata di “Hanno ucciso l’uomo ragno”, per denunciare: “Hanno ucciso la montagna chi sia stato lo si sa. Sono Zaia e Fontana, sono Sala e quelli là. Hanno fatto del guadagno ma non l’han fatto per te”.
Intonati anche cori contro le “Olimpiadi che servono solo a gentrificate. Distuggono tutto anche i quartieri”. Dal megafono ha preso poi la parola il figlio di Mohammad Hannoun, il presidente dell’associazione palestinesi in Italia, arrestato a fine dicembre nell’inchiesta della procura di Genova sui finanziamenti ad Hamas.
“È una delle prime vittime della guerra della destra alla giustizia, alla libertà e alla Palestina. Abbiamo visto cosa c’era negli Epstein files. Daranno Gaza a un gruppo di pedofili”, ha detto il figlio di Hannoun.
Milano-Cortina: cartelli Pro pal e fumogeni sui binari della ferrovia vicino al villaggio olimpico
Fuochi d'artificio sono stati esplosi sui binari ferroviari dal cavalcavia all'angolo con via Brembo, il punto in cui il corteo contro le Olimpiadi passa più vicino al Villaggio olimpico. Tra fumogeni e botti i manifestanti hanno esposto due grandi striscioni dal cavalcavia con scritto ''binary is for train. Go trans athletes''.
Sono diverse migliaia le persone che stanno prendendo parte alla manifestazione organizzata dal Comitato insostenibili Olimpiadi. Tanti cartelli per la Palestina e contro l'Ice. In un manifesto è raffigurato il presidente Usa Donald Trump con in bocca un wc e la scritta ''pedofilo stupratore la tua gestapo non la vogliamo''.












