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Milano, cresce la tensione verso il Remigration Summit. Salvini a Buscemi: “Ma chi è, il Duce?”, indignazione del Pd

Accuse incrociate tra Lega e Partito Democratico verso la manifestazione del 18 aprile. La Lega: “Sconcertante che Sala pensi di fermare la piazza”

Milano, cresce la tensione verso il Remigration Summit. Salvini a Buscemi: “Ma chi è, il Duce?”, indignazione del Pd
Matteo Salvini a Direzione Nord

Sale la tensione a Milano in vista del raduno dei “Patrioti” previsto per il 18 aprile in piazza del Duomo per il Remigration summit. Il tema divide profondamente centrodestra e centrosinistra, con uno scontro sempre più acceso tra Lega e Partito Democratico sul diritto di manifestare e sul significato politico dell’iniziativa.

Salvini all’attacco di Buscemi e del Pd: “Atteggiamento da vecchi fascisti”

Il vicepremier Matteo Salvini, intervenendo a un gazebo della Lega, ha criticato duramente la posizione del Pd e della presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, che ha chiesto un voto politico dell’Aula contro la manifestazione. “Mi fa strano che un partito che si dice democratico voglia impedire che in piazza del Duomo ci siano altri cittadini italiani che non la pensano come la sinistra”, ha dichiarato. Parole ancora più dure nei confronti di Buscemi: “Ma chi è? Il Duce?”. Salvini ha poi rivendicato la legittimità dell’iniziativa, sottolineando che la Lega non ha mai chiesto di vietare manifestazioni di altri leader politici. “Noi saremo in piazza tranquilli, sorridenti e determinati”, ha aggiunto, annunciando anche che tra i presenti potrebbero esserci figure coinvolte nella scelta del prossimo candidato sindaco di Milano, atteso “entro l’estate”.

Il Pd replica a Salvini: “Parole ridicole e intollerabili”

Immediata la reazione del Partito Democratico. Il segretario metropolitano Alessandro Capelli ha definito “ridicolo, oltre che intollerabile” l’attacco di Salvini a Buscemi. Secondo Capelli, la richiesta della presidente del Consiglio comunale non punta a vietare un comizio “per capriccio politico”, ma a esprimere una posizione chiara contro un’iniziativa che, a suo dire, richiama “idee e principi che evocano gli anni Trenta del secolo scorso”. Nel mirino del Pd anche il linguaggio utilizzato dal leader leghista e il clima politico generato attorno alla manifestazione. “Sentire Salvini dare lezioni di democrazia e antifascismo mentre difende un raduno che perfino dentro il centrodestra crea imbarazzo fa sorridere”, ha aggiunto Capelli, esprimendo solidarietà a Buscemi per gli attacchi ricevuti.

Majorino: “Da Salvini farneticazioni, Milano risponderà il 25 aprile”

Sulla stessa linea Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Consiglio regionale della Lombardia, che ha definito le parole di Salvini “farneticazioni” e “deliri di un politico alla frutta”. Majorino ha ribadito il posizionamento politico della città: “Milano è una città aperta, democratica, antifascista. Non può esserci spazio per derive estremiste”. Secondo l’esponente dem, la risposta arriverà simbolicamente con le celebrazioni del 25 aprile, che si preannunciano partecipate: “La città darà ai fascismi, vecchi e nuovi, la risposta migliore”.

La Lega insiste: “Sconcertante che Sala valuti lo stop alla piazza”

Dal centrodestra arriva anche la presa di posizione dei capigruppo della Lega alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, che parlano di un tentativo di limitare la libertà di espressione. “L’articolo 21 della Costituzione garantisce la libertà di pensiero e parola, ma a Milano il centrosinistra vorrebbe ignorare la Carta per impedire la manifestazione”, affermano, definendo “sconcertante” anche l’ipotesi che il sindaco Giuseppe Sala possa valutare lo stop alla piazza.