Milano ha bisogno di nuove idee e strumenti. Per le primarie - se utili - ci sarà tempo - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 12:02

Milano ha bisogno di nuove idee e strumenti. Per le primarie - se utili - ci sarà tempo

Lascia molto perplessi il modo in cui importanti esponenti del Pd agitino il tema delle primarie come la questione politica principale per il futuro della città

di Massimo Ferlini

Milano ha bisogno di nuove idee e strumenti. Per le primarie - se utili - ci sarà tempo

Dopo troppi incontri e discussioni si è concluso il percorso che ha portato alla nomina di un nuovo assessore. Il tema della sicurezza è stato al centro del dibattito e alla fine la delega è rimasta in capo al sindaco. Ci sarà un comitato di esperti a supportarlo ma a tracciare la linea sarà Sala. Dopo molti distinguo, inviti a cambiare passo, teorizzazioni sulla discontinuità ha prevalso il rafforzamento del sindaco e della sua componente politica nelle presenze in Giunta. Sia per dare certezze al governo di questo ultimo anno e mezzo sia per il ruolo che Milano potrà giocare sullo scenario politico nazionale è sicuramente una conclusione positiva.

Bene ha fatto però l’amico Antoniazzi a sollevare un tema politico che può essere oggi solo fonte di confusione. Che la stampa cerchi di trovare ogni giorno notizie che motivino nuove divisioni in tutte le coalizioni fa parte della giostra informativa. Che ci siano però importanti esponenti del primo partito della coalizione di centrosinistra che vedono nell’agitare il tema di primarie o morte la questione politica principale lascia assolutamente perplessi.

Se la chiusura delle sostituzioni in giunta è stata grazie al sindaco e a chi lo ha appoggiato positiva non si può dire la stessa cosa dei rapporti politici che ne sono usciti.  La coalizione di maggioranza ha iniziato il confronto ponendosi collettivamente il tema di affrontare il passaggio immediato e di avviare una elaborazione di idee per sostenere questa ultima fase di governo e preparare idee e programmi per la prossima legislatura. Nel corso dei mesi è invece emersa una difficoltà ad affrontare unitariamente i passaggi politici. 

Essere il primo partito di una coalizione comporta oneri oltre agli onori. E durante questi mesi e nei prossimi dovrebbe essere perno della costruzione delle scelte politiche per la Milano che verrà. Solo alla fine, in assenza di una scelta di candidatura condivisa, la coalizione, e non singoli appartenenti ad un partito, sceglieranno di svolgere eventuali primarie per la scelta del candidato. Scambiare i termini indebolisce il lavoro collettivo che si deve compiere e non aiuta ad avere una lettura comune di come vediamo la Milano futura.

Milano è una realtà che sta affrontando i cambiamenti che interessano il tessuto economico e sociale delle realtà più avanzate del pianeta. Lo sta affrontando con un sistema Paese che non aiuta nel cambiamento necessario. Un governo che non ama e non capisce il Nord, una legislazione che non aiuta ad affrontare i problemi posti dai cambiamenti in atto e interventi della magistratura che chiedono urgentemente interventi legislativi a chiarimento e sostegno dei diritti di famiglie e costruttori.

Come affrontare con le forze della città e della città metropolitana queste sfide chiede una elaborazione nuova di idee e strumenti. Se problema di discontinuità si pone è quello di innovare i processi di partecipazione, solidarietà e sicurezza che devono assicurare la rimessa in moto dell’ascensore sociale. Riguarda noi e la capacità, come dimostra il nuovo piano casa con i suoi strumenti di innovata mutualità, di rispondere in modo nuovo ai problemi che si pongono. Per chi vuole continuare a governare Milano c’è molto da elaborare e da fare, per le primarie, se utili, ci sarà tempo.

Massimo Ferlini - Circolo Matteotti      








A2A