Milano
Milano, la verità è che del rimpasto non gliene frega niente a nessuno
C'è stato un tempo - non molto lontano - in cui gli avvicendamenti in Giunta provocavano ampie e partecipate riflessioni pubbliche. Oggi non è più cosi. Il commento

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Milano, la verità è che del rimpasto non gliene frega niente a nessuno
A volte, quando ci sono vicende della politica locale, mi viene da pensare a come sarebbero state gestite - a livello mediatico - anche solo 10 anni fa. In questo caso sto pensando al rimpasto di giunta lungamente atteso, e che all'8 gennaio ancora non è arrivato in porto. Anche solo circa 10 anni fa (ricordo l'addio di Boeri alla giunta eccetera), il rimpasto sarebbe stato preceduto da una riflessione pubblica. Polemiche. Fortissime anche. I partiti che prendono posizione. Si discute di nomi, ma soprattutto - prima ancora dei nomi - partono riflessioni sulle cose che vanno fatte nei settori interessati dal rimpasto. Vengono allo scoperto le varie correnti del partito di maggioranza, si discute nel merito e alla luce del sole, oltre che in conciliaboli continui.
Il rimpasto era forse il momento in cui i partiti facevano di più sentire la propria voce a livello mediatico e non solo nell'aula del consiglio comunale. Alla fine il sindaco faceva la sintesi e prendeva la decisione, che scontentava sempre qualcuno ma che era il nuovo assetto. Il dibattito - che a dire la verità non ha mai scaldato le grandi masse, ma i lettori dei giornali sì, abbastanza - aveva una temperatura alta per un breve periodo. Poi si tornava a parlare di cronaca, di amministrazione e di tutto il resto.
Invece adesso. Invece adesso del rimpasto non gliene frega niente a nessuno. Si rimpasta, non si rimpasta, sai che ce ne frega. Chi va alla sicurezza? Boh. Ma soprattutto: come cambia la sicurezza? Boh. Ad oggi si è capito solo che i Verdi non vogliono Azione, che il sindaco non tocca chi sta lavorando in giunta e che la delega in discussione è quella della sicurezza. Che probabilmente verrà data a un tecnico. Fine delle trasmissioni. E' abbastanza? Non lo so. Personalmente rimpiango i tempi delle discussioni politiche accese e allo scoperto. Ma forse è solo un tratto della senilità e bisogna francamente prendere atto che dei rimpasti di giunta legittimamente non gliene frega un cavolo a nessuno.
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