È stato arrestato per rapina aggravata un 19enne tunisino di seconda generazione, nato in Italia e residente a San Giuliano Milanese, accusato di aver minacciato con un coltello un 23enne all’angolo tra via Inganni e via Zurigo, a Milano. L’episodio, come riferisce il quotidiano Il Giorno, è avvenuto poco dopo le 2 della notte tra lunedì e martedì. Secondo la ricostruzione, la vittima si è trovata davanti un ragazzo alto circa un metro e novanta, con pantaloni rossi e giubbotto giallo, che impugnava un grosso coltello. Sotto minaccia, la vittima ha consegnato il portafogli contenente 470 euro, denaro prelevato nel pomeriggio dopo aver cambiato un assegno in banca. L’aggressore avrebbe chiesto anche il cellulare, ma poi si è allontanato.
La chiamata al 112 ha consentito ai carabinieri del Radiomobile di intercettare poco dopo, in via Lorenteggio, il presunto responsabile: Amine Khadhraoui, 19 anni. Nonostante avesse cambiato la giacca per eludere eventuali riconoscimenti, i militari lo hanno individuato e fermato. “Ho fatto una cavolata”, avrebbe ammesso consegnando il denaro nascosto sotto un passamontagna.
Khadhraoui, che avrebbe precedenti sin dall’età di 14 anni e risulta già coinvolto in episodi analoghi nei pressi di fermate della metropolitana, è stato arrestato per rapina aggravata d’intesa con il pm di turno Giovanni Polizzi e trasferito nel carcere di San Vittore. Ai carabinieri avrebbe indicato via delle Mimose come luogo in cui si sarebbe disfatto del coltello, ma sul posto sono stati trovati soltanto alcuni documenti appartenenti alla vittima.
L’atteggiamento del giovane ha spinto gli investigatori a redigere un dettagliato report fotografico con indumenti, tatuaggi e tratti distintivi. L’obiettivo era evitare possibili confusioni, anche alla luce della presenza di un fratello gemello con cui, in passato, sarebbero stati scambiati documenti d’identità.

Milano, l’accoltellamento in zona Washington
Nel corso delle indagini è emerso un secondo episodio avvenuto circa due ore prima, attorno alle 23.30, in zona Washington. Un altro 23enne è stato aggredito nell’androne del palazzo in cui viveva. Secondo una prima ricostruzione, il 19enne lo avrebbe seguito all’interno dello stabile per strappargli lo zaino. Ne sarebbe nata una colluttazione durante la quale l’aggressore avrebbe sferrato un’unica coltellata all’addome. Il ferito è riuscito a raggiungere il pianerottolo della propria abitazione prima di accasciarsi. Trasportato d’urgenza all’Ospedale Niguarda, è stato sottoposto a un intervento chirurgico di sei ore. Fino a ieri sera risultava ancora in prognosi riservata.
Le immagini decisive delle telecamere collegano i due episodi
In un primo momento i due episodi non erano stati collegati. L’analisi delle immagini della telecamera interna del palazzo in zona Washington ha però fornito elementi ritenuti decisivi dagli investigatori. Gli indumenti dai colori vistosi e il modus operandi sarebbero risultati compatibili con quelli dell’aggressione avvenuta poche ore dopo in via Inganni. Per questo motivo Khadhraoui, assistito dall’avvocata Eleonora Ferrari, è stato denunciato anche per tentato omicidio, in attesa di valutare in modo definitivo le condizioni e le conseguenze fisiche riportate dal secondo 23enne.

