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Milano
Milano, Renzi in campo. Ma Guerini potrebbe lasciare. Inside

di Fabio Massa

Le primarie si faranno anche se Matteo Renzi non le vuole. E Lorenzo Guerini potrebbe non essere il deus ex machina (ovvero plenipotenziario del premier) nelle vicende milanesi. Nella calura agostana, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, tante cose stanno avvenendo nel centrosinistra che cerca il suo candidato sindaco. Da una parte c'è la piena evidenza della corsa di Pierfrancesco Majorino e di Emanuele Fiano. Dall'altra la trattativa continua per trovare un terzo nome. Secondo rumors raccolti da Affari il contatto Pisapia-Renzi ha avuto l'effetto di far percepire chiaramente al quasi ex sindaco che deve essere della partita esattamente come lo sarà Renzi. Un Renzi che, almeno per questa settimana, ha cose più urgenti a cui pensare (Rai ma non solo). Ma che dalla prossima settimana ci metterà la testa e pure il telefono, nel senso che inizierà a sondare tutta una serie di papabili. L'identikit? Potrebbe essere, a livello di standing, quello di Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi, ucciso a Milano. Ma, secondo le ultime voci, non sarà lui. Calabresi ha infatti da pensare prima di tutto al Corriere della Sera, dove il direttore Fontana è percepito come una scelta di transizione e di risanamento. Insomma, dopo le lacrime e il sangue, potrebbe arrivare Calabresi che però dovrebbe tenere a mente, su Fontana, il vecchio adagio che in Italia nulla è più definitivo del provvisorio. Comunque, stante così la situazione, Calabresi non sarebbe in corsa. Ma il livello nelle intenzioni di Renzi dovrebbe essere quello. Anche perché lo spauracchio Paolo Del Debbio, malgrado le smentite, rimarrà fino alla fine ben impresso nella mente del premier. Anche perché nel confronto interno a Mediaset se dovesse prevalere Silvio su Fedele (Confalonieri, che non vuole mollare il conduttore) per Del Debbio sarebbe quasi impossibile dire di no.

In tutto questo complicato scenario c'è la complicazione Lorenzo Guerini. Ex sindaco di Lodi, a un tiro di schioppo da Milano, del capoluogo sa e ha sempre saputo tutto. Equilibri, alleanze, antipatie. La stessa scelta di Pietro Bussolati segretario metropolitano passò da una scelta condivisa dallo stesso Guerini. Ora Guerini pare abbia espresso a Renzi l'intenzione di lasciare l'incarico dell’Organizzazione del partito. Troppo impegno e troppe deleghe. Quindi, riconducendo tutto a Milano: chi sarà il referente presso Renzi dei milanesi quando Guerini non ci sarà più? Incognite che pesano come macigni nel caldo agostano di Milano. 

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