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Urbanistica Milano, la filiera dell’edilizia incontra Scavuzzo: “Regole chiare e tempi certi o investimenti a rischio”

Dopo lo stop ai cantieri e il caso Residenze Lac, la filiera dell’edilizia incontra la vicesindaco Scavuzzo: chiesto un cronoprogramma pubblico, digitalizzazione completa e tutela dei funzionari

Urbanistica Milano, la filiera dell’edilizia incontra Scavuzzo: “Regole chiare e tempi certi o investimenti a rischio”
Residenze Lac

Urbanistica Milano, la filiera dell’edilizia incontra Scavuzzo: “Regole chiare e tempi certi o investimenti a rischio”

Venerdì 13 febbraio il presidente di Assimpredil Ance, Giovanni Deleo, insieme ai rappresentanti di APA Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza, Casartigiani, CDO Milano, CNA Milano Area Metropolitana, Confartigianato Imprese Alto Milanese, Confartigianato Imprese Lodi, C.L.A.A.I. Unione Artigiani, Confcooperative Habitat e Legacoop Lombardia, ha incontrato la vicesindaco e assessore all’Urbanistica Anna Scavuzzo per affrontare quella che viene definita una criticità strutturale: l’incertezza e la disomogeneità dei procedimenti amministrativi legati ai titoli edilizi.

Cantieri fermi e investimenti sospesi

Il caso delle Residenze Lac, destinato allo smantellamento per gli “enormi costi derivanti dal prolungato fermo dei lavori”, come riferito dal Comitato Famiglie sospese, è diventato simbolo di uno stallo più ampio. Secondo il portavoce del comitato, Filippo Maria Borsellino, “Milano è ferma, così come le centinaia di cantieri aperti e progetti bloccati in città”. Il timore riguarda non solo i danni economici per le famiglie coinvolte, ma anche il rischio degrado nelle aree lasciate incompiute, dove – viene segnalato – si sarebbero già verificati episodi di microcriminalità. Un quadro che si intreccia con la richiesta, da parte delle imprese, di una svolta operativa.

“Non bastano le intenzioni”: chiesto un piano misurabile

Durante l’incontro, la vicesindaco Scavuzzo ha illustrato la riorganizzazione in corso degli uffici competenti e la volontà di intervenire per ridurre i tempi e chiarire i passaggi amministrativi. Le associazioni datoriali hanno preso atto della disponibilità, ma hanno sottolineato la necessità di passare rapidamente dalle dichiarazioni d’intenti a un piano operativo misurabile. La combinazione di regole non univoche e tempi imprevedibili, è stato evidenziato, sta comprimendo programmazione e investimenti, spostando in avanti decisioni che non possono restare sospese a tempo indefinito. Per questo è stato chiesto un cronoprogramma pubblico, con obiettivi verificabili, responsabilità esplicite e indicazioni chiare su cosa cambia e quando.

Digitalizzazione e tutela dei funzionari

Tra i punti indicati come non più rinviabili c’è la digitalizzazione completa e tracciabile dei flussi: stati pratica chiari, tempi per ogni fase, motivazioni delle eventuali sospensioni e un registro delle decisioni. Senza trasparenza e tracciabilità, sostengono le imprese, l’efficienza resta solo un obiettivo dichiarato. Altro nodo centrale è la tutela dei funzionari. “Per ridurre davvero i tempi e superare le inerzie – ha dichiarato Giovanni Deleo – non basta riorganizzare: occorre anche mettere i funzionari nelle condizioni di decidere con serenità adottando, per esempio, una tutela legale effettiva e rapidamente attivabile”.

Deleo: “Non sono sufficienti le proposte oggi descritte”

Resta sullo sfondo il tema della sostenibilità economica degli interventi già avviati o programmati. Le imprese hanno impostato investimenti e impegni contrattuali su equilibri precisi; un allungamento dei tempi o un quadro normativo incerto potrebbe alterare quegli equilibri con conseguenze non solo finanziarie ma anche occupazionali, lungo tutta la filiera. “Apprezziamo l’impegno e l’apertura della vicesindaco – ha concluso Deleo – ma non possiamo considerare sufficienti le proposte oggi descritte. Servono tempi dichiarati, risorse dedicate e una tabella di marcia sulla riorganizzazione degli uffici e sulla tutela dei funzionari. In assenza di scadenze ravvicinate e risultati misurabili, l’effetto sarà un progressivo congelamento delle decisioni di investimento, con conseguenze che Milano non può permettersi”.

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