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Milano, Sel pronta ad esplodere: referendum per decidere il post-Pisapia. Inside

di Fabio Massa

La tensione cresce, in casa Sel, dalle parti di Milano. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it i dirigenti attuali sono sempre di più messi sotto pressione da Roma e anche da Milano. La spinta forte è a creare una lista che sia antagonista a quella del Pd. Su questa posizione si starebbero attestando le frange più estreme della sinistra e soprattutto Giuseppe Civati. “Pippo”, dalla Capitale, sta infatti portando avanti una opzione chiara: laddove possibile bisogna creare linee di sviluppo politico alternative al Pd. E questo, nel laboratorio politico di Milano, è ovviamente incompatibile con la situazione attuale. Poi ovviamente bisogna valutare i pesi. Pippo Civati, ad esempio, sotto la Madonnina ha perso praticamente tutti i suoi riferimenti e le sue truppe. Di civatiani non ne è rimasto neppure uno. Si sono tutti trasferiti armi e bagagli a sostenere Pierfrancesco Majorino, che è candidato alle primarie del centrosinistra ed è rimasto stabilmente nel Pd. E quindi? Quindi il cerino alla fine è nelle mani di Anita Pirovano, Luca Gibillini, Mirko Mazzali e degli altri dirigenti milanesi, che hanno sempre sostenuto una linea di dialogo che fino ad oggi ha portato i frutti amministrativi della giunta Pisapia. E proprio Pisapia potrebbe dire qualcosa su questo tema, “difendendo” il perimetro di una coalizione che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Pare che nei prossimi giorni, verosimilmente il giorno in cui sarà sul palco con il direttore del Corriere della Sera, Claudio De Albertis e il segretario Pietro Bussolati, chiarirà definitivamente perché non c’è speranza di convincerlo a fare un passo indietro e a ricandidarsi. Motivazioni personali, ovviamente, più che politiche.

Per tornare a Sel, il rischio di spaccatura c’è ed è grosso. Perché il gruppo dirigente, di fare opposizione a una giunta che ha sostenuto e della quale fa parte, non ne ha nessuna intenzione. Quindi se il progetto sarà “separatista”, si verificherà l’esodo, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it. Incerto sul da farsi sotto la Madonnina, stando ai rumors, sarebbe Nicola Fratoianni, che per adesso avrebbe preferito una linea di attesa mentre si elaborano i principi del nuovo movimento che dovrebbe nascere entro fine anno. Chi invece spinge per rompere è il lato Tsipras dell’esperienza milanese, tra cui Maso Notarianni, che si porta dietro anche diverse amicizie (specie nell’ambiente l’Espresso, che non a caso ha parlato di “nulla” dopo Pisapia, lasciando intendere che non c’è speranza di ricreare l’esperienza del 2011). Addirittura qualcuno avrebbe proposto un referendum tra i militanti per capire che cosa fare. Certo è che per ora spazio di manovra politico pare ce ne sia poco e problemi tanti. Un po’ una costante per la sinistra radicale (e non solo).

@FabioAMassa

Tags:
milanoselreferendumdeciderepost-pisapia







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