Milano
Ok, i super-ricchi stanno comprandosi Milano: ma chi glieli ha venduti quegli attici?
Per ogni milionario che dall'estero compra pezzi di città a suon di milioni, c'è un milanese che liberamente ha venduto, garantendosi un bel guadagno. La fuga dalla città passa anche attraverso queste dinamiche. Il commento

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Ok, i super-ricchi stanno comprandosi Milano: ma chi glieli ha venduti quegli attici?
La vera domanda non è quanti siano i milionari a Milano. Né se quei ricconi che si sono comprati gli attici a 26mila euro a metro quadrato siano inglesi, russi, arabi o semplicemente di Voghera. E neanche se questo ci deve scandalizzare - ommioddio 26mila euro! - oppure far gioire ("guarda Milano quanto è figa, è cara come New York").
La vera domanda è: ma chi glieli ha venduti quegli attici? A chi sono finiti i soldoni, ovvero quei milioni delle tantissime case vendute nel centro della città, ma anche nei luoghi universitari, immobili acquistati dai genitori milionari dei rampolli che frequentano la Bocconi, o lo Iulm o qualunque altra cosa - ovvero molto - che la nostra città offre?
Perché la narrazione dei ricconi che buttano fuori i poveri milanesi, che li espellono in periferia o (allarme allarme!) addirittura fuori, nell'hinterland, sottintende che ci sia un esproprio capitalista dei poveri milanesi da generazioni. Una narrazione che però qualche dubbio lo solleva. Prima di tutto perché di milanesi da generazioni ormai ce ne sono pochini. E in secondo luogo perché un milanese sano di mente difficilmente svende una casa che vale milioni a poche centinaia di migliaia di euro.
Quindi, per dirla chiara: i milanesi che si sono trasferiti fuori città e che adesso cianciano, magari sono gli stessi che un paio d'anni fa hanno venduto la casa ereditata dalla nonna. L'hanno venduta benissimo, e i soldini se li sono messi in banca. Ora vorrebbero rientrare, magari. Ma anche a causa loro il mercato è schizzato verso l'alto, e dunque sono condannati ad annoiarsi ad Appiano Gentile (per dire la prima cittadina che mi viene in mente). Però si possono annoiare con il conto bello pieno: non è poco...
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