Milano
Milano, Valditara presenta in Confcommercio “La rivoluzione del buonsenso”: scuola, merito e identità nazionale
Il ministro dell’Istruzione ospite il 19 gennaio di Confcommercio insieme a Carlo Sangalli. Al centro del libro il contrasto al wokismo e il ritorno a lavoro, responsabilità e orgoglio civico

Milano, Valditara presenta in Confcommercio “La rivoluzione del buonsenso”: scuola, merito e identità nazionale
Lunedì 19 gennaio alle 17, a Milano, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara presenta il suo ultimo libro, La rivoluzione del buonsenso, presso la sede di Confcommercio Imprese per l'Italia in corso Venezia 47/49. Con lui il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli.
Il volume si inserisce nel dibattito politico e culturale più attuale, affrontando temi divisivi come il contrasto al wokismo e al massimalismo ideologico, e proponendo un ritorno a quelli che Valditara definisce i valori fondanti della convivenza civile: merito, lavoro, libertà e responsabilità collettiva. “La nostra è la rivoluzione della gente perbene, la rivoluzione del buonsenso”, scrive il ministro, rivendicando una visione che punta a ricollocare la scuola al centro della formazione della persona.
Scuola, persona e differenze come risorsa
Nel libro, Valditara insiste sulla centralità dell’individuo nel sistema educativo, sottolineando la necessità di una scuola che valorizzi il merito e riconosca le differenze come una ricchezza, non come un fattore divisivo. Un’impostazione che, nelle intenzioni dell’autore, mira a superare letture ideologiche della realtà scolastica per restituire alla formazione un ruolo di coesione sociale e crescita civile.
Un altro asse portante del saggio è la ridefinizione del concetto di patria, intesa non come categoria statica o nostalgica, ma come sintesi dinamica di passato, presente e futuro. Valditara richiama identità nazionale, memoria storica e orgoglio civico come elementi essenziali per costruire una società equilibrata, capace di restare ancorata alle proprie radici senza rinunciare all’apertura e al cambiamento.
La presentazione milanese diventa così l’occasione per un confronto che va oltre il libro, intrecciando scuola, politica e cultura in una fase in cui il dibattito sull’istruzione e sui valori fondanti della società italiana è tornato al centro dell’agenda pubblica.












