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Milano
Moschee, il Tar Lombardia blocca tutto. L'amarezza di Majorino

Nuvole nere sul futuro del bando per l'assegnazione di tre aree destinate a luogo di culto. Dopo un iter già difficoltoso e contrassegnato da numerose polemiche, venerdì scorso in Comune sarebbe giunta la sospensiva del Tar Lombardia, che accoglie la richiesta dell'associazione culturale del Bangladesh, estromessa dalla gara per via di un contenzioso in essere con il Comune di Milano legato alla moschea abusiva e sgomberata di via Cavalcanti. Manca ancora l'ufficialità, ma il ricorso dell'associazione facente parte della galassia del Caim potrebbe congelare tutto.

"Adesso sinceramente, col Tar che ci ferma, la graduatoria provvisoria per un'area e le comunità islamiche che si fanno la guerra a colpi di ricorsi - ammette a Repubblica l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino -, io stesso sono perplesso. Non so dire che cosa succederà. In teoria, fino ad aprile ci sarebbe tempo per andare avanti sull'iter per il cambio di destinazione delle tre aree che avevamo messo a bando. Ma adesso, questa ordinanza dalle conseguenze ancora poco chiare, per me, indebolisce tutto". Amarezza da Palazzo Marino filtra per la conflittualità interno che ha animato le diverse anime dell'islamismo meneghino, in un contesto in cui grandi erano già le resistenze esterne alla realizzazione di nuove moschee.
 

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