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Milano

Pubblicato l'esito del bando, pare non si dovrà attendere molto per assistere ad una pioggia di ricorsi. La realizzazione di nuovi luoghi di culto in città continua a far discutere e a dividere. E le associazioni islamiche che non si sono aggiudicate una delle tre aree a disposizione annunciano battaglia in tribunale. La Bangladesh Cultural and Welfare association mira all'area di via Esterle, assegnata alla Casa della Cultura islamica di via Padova: la Bangladesh era giunta prima ma era stata retrocessa poiché ha in corso un contenzioso con il Comune. Problemi anche in via Marignano: al primo posto si era piazzato il Centro islamico di Milano e Lombardia, che già nel 1988 aveva aperto a Segrate. Ma il regolamento vieta che tutte e tre le aree vadano alla stessa confessione religiosa. E così l'area spetterebbe alla Shalom Gospel Church. Che pare tuttavia intenzionata a rinunciare, facendo largo alla chiesa evangelica del pastore Riccardo Tocco. Ma anche l'istituto culturale islamico di viale Jenner, secondo nella corsa per via Sant'Elia (ex Palasharp) non pare voler accettare il verdetto che assegna l'area alla costituenda associazione islamica di Milano, raggruppammento del Caim.

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