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Milano
Mottarone, Eitan rapito dal nonno e portato in Israele
Sottrazione di minori

Mottarone, Eitan rapito dal nonno e portato in Israele

Il piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone in cui hanno perso la vita  genitori,  nonni e  fratello, è stato rapito sabato dal nonno materno Shmuel Peleg che lo avrebbe riportato in Israele. La procura di Pavia, città dove attualmente viveva il piccolo, ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a seguito della denuncia effettuata della zia di Eitan. Lo hanno confermato i due legali che segue la zia paterna Aya Biran, l’avvocato Armando Simbari, e la nuova protutrice di Eitan, l’avvocatessa Barbara Bertoni.

Il procuratore Cascone: "Mesi per arrivare a una conclusione della battaglia giudiziaria"

La battaglia giudiziaria sulla sorte di Eitan si svolgera' in Israele e ci vorranno "alcuni mesi" per arrivare a stabilire a chi debba essere affidato. Lo spiega Ciro Cascone, procuratore dei Minori di Milano, non direttamente coinvolto nella vicenda ma magistrato di grande esperienza nel settore. "E' fuor di dubbio che ci sia stata una sottrazione internazionale - dice all'Agi -.Ora tecnicamente inizia una battaglia giudiziaria in Israele. Immagino che la zia tutrice fara' ricorso per sottrazione ai sensi della Convenzione dell'Aia. Il ricorso per sottrazione si fa davanti al giudice dello Stato in cui il minore e' stato illecitamente portato. Quel giudice, sulla base della Convenzione, deve solo accertare se vi sia stata una sottrazione illecita, non deve accertare dove e' meglio che stia il bambino. Una volta accertata la sottrazione, mi auguro che il giudice israeliano disponga il rientro del bambino in Italia". La prima fase di questa procedura passa dai Ministeri dei due Paesi coinvolti che devono colloquiare. "Quando la pratica arrivera' davanti al giudice israeliano, il giudice entro trenta giorni dovra' decidere. Poi, se Eitan dovesse tornare in Italia, si svolgera' la discussione nel merito sull'affidatario del bimbo. "Le decisioni in questo campo purtroppo sono molto spesso campanilistiche - spiega Cascone -. Ho assistito a decisioni che davano ragione a cittadini del proprio Stato violando completamente la Convenzione".

Il racconto della zia: "Le istanze della famiglia Peleg erano state respinte"

Questo il resoconto della zia e tutrice Aya Biran Nirko: "In seguito alla tragedia mentre Eitan era ancora in terapia intensiva presso l'ospedale Regina Margherita di Torino, sono stata nominata come tutrice di Eitan, per tutti gli effetti. Tale nomina è stata poi confermata dal Tribunale di Pavia, dopo numerose lunghe udienze con la giudice tutelare e la famiglia Peleg. La giudice, dopo aver visionato e valutato tutto il materiale presentato e dopo aver sentito le parti, ha respinto tutte le istanze della famiglia Peleg, ordinando alla famiglia Peleg di consegnare a me entro il 30 agosto 2021 il suo passaporto israeliano, che era in possesso, per motivi non chiari, del nonno materno, Shmuel Peleg. L'ordine della giudice, le mie richieste e le richieste ai legali della famiglia Peleg sono stati ignorati". "Inoltre è stata nominata come protutrice Barbara Bertoni, per garantire maggiormente la tutela di Eitan - racconta la zia - Nonostante tutto, le visite con i familiari sono state sempre regolari, con una modalità che tiene in considerazione le necessità terapeutiche del bambino, per non privare Eitan dall'affetto e dei rapporti con la sua famiglia materna".

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