Obbligo vaccini: dieci bambini restano fuori da scuola a Milano
Sono una decina, dei 40 segnalati, i bambini che questa mattina a Milano sono rimasti fuori da scuola per effetto del decreto del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sull’obbligo vaccinale. In citta’ non si sono comunque verificate, stando a quanto appreso, contestazioni. Quattro bambini si sono presentati a scuola ma sono stati rimandati a casa in assenza di certificato; i genitori tuttavia non hanno contestato la decisione e alcuni hanno ammesso di non avere raccolto in tempo i documenti. Altri cinque o sei bambini del “gruppo” non si sono invece presentati negli istituti ma, a quanto rilevato, gia’ dalla scorsa settimana non frequentavano le lezioni, pertanto le verifiche sulla loro posizione sono rimandate ai prossimi giorni. Al momento non sono stati segnalati casi di palesi omissioni o dichiarazioni false. Dal Comune, si legge su Repubblica, spiegano che dei dieci bambini che risultano non in regola, 5-6 erano assenti da scuola già dalla fine della scorsa settimana forse per l’influenza.
Scavuzzo: “Grazie a tutte le educatrici e coordinatrici”
“I dati aggiornati a questa mattina sono testimonianza dell’ottimo lavoro svolto in tutte le unita’ educative e coordinato dall’assessorato: un grazie a tutte le educatrici e alle coordinatrici, che ci hanno permesso di accompagnare i genitori dei 33mila bambini che frequentano i nostri servizi tra gli 0 e i 6 anni, semplificando e comunicando al meglio le procedure necessarie. Nei prossimi giorni continueremo a occuparci di questi ultimi pochi casi aperti con la speranza che si tratti davvero solo di ritardi e qualche svista. Sono soddisfatta della responsabilita’ e della collaborazione dimostrate dalle famiglie milanesi e confido che con l’istituzione dell’anagrafe vaccinale in Regione il prossimo anno sara’ tutto piu’ semplice e meno gravoso per i genitori e per i nostri uffici”. Cosi’ il vicesindaco e assessore all’Educazione del comune di Milano, Anna Scavuzzo, in merito alla situazione dei vaccini obbligatori nelle scuole della citta’.
