Olimpiadi, effetto Askatasuna: Milano alza il livello di allerta in vista della cerimonia inaugurale - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 10:14

Olimpiadi, effetto Askatasuna: Milano alza il livello di allerta in vista della cerimonia inaugurale

Dopo i disordini di Torino cresce la tensione nel capoluogo lombardo: riflettori sulle manifestazioni dei centri sociali e sulla fiaccolata anti olimpica del 6 febbraio

Di Giorgio d'Enrico

Olimpiadi, effetto Askatasuna: Milano alza il livello di allerta in vista della cerimonia inaugurale

Dopo la devastazione e le aggressioni agli agenti registrate a Torino al termine del corteo per il centro sociale Askatasuna, a Milano cresce l’attenzione in vista dell’apertura delle Olimpiadi. Tra i partecipanti alla manifestazione torinese sarebbero stati presenti anche militanti riconducibili ad alcuni centri sociali milanesi, un elemento che contribuisce ad alzare il livello di allerta nel capoluogo lombardo.

Il calendario delle iniziative di contestazione è del resto già avviato. Dopo il presidio “No Ice” dello scorso fine settimana, sono previsti nuovi appuntamenti tra giovedì e sabato, con un corteo nazionale dei centri sociali che dovrebbe partire da piazza Medaglie d’Oro e raggiungere l’area di Santa Giulia, dove sono in programma le gare di hockey. Al momento, come riferisce Il Giornale, non risulta alcun preavviso formale presentato in Questura dagli organizzatori.

Tra le iniziative annunciate figura anche una fiaccolata anti-olimpica nel quartiere di San Siro, evento che viene monitorato con particolare attenzione per la sua collocazione territoriale e per la concomitanza con le cerimonie ufficiali del 6 febbraio.

Il precedente dei No Expo

Sui fatti di Torino e sui possibili riflessi milanesi sono intervenuti anche esponenti politici. Il vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Riccardo De Corato (FdI) ha parlato di immagini “sconvolgenti”, esprimendo fiducia nella capacità delle forze dell’ordine di gestire le manifestazioni previste nei prossimi giorni.

LEGGI ANCHE: MILANO, IL MAXI PIANO DI SICUREZZA PER LE OLIMPIADI 2026

Il clima di tensione richiama alla memoria precedenti già vissuti dalla città, dall’assalto alla stazione Centrale del 22 settembre fino ai disordini del 1° maggio 2015 durante il No Expo. Un contesto che ha portato le autorità a disporre spostamenti e limitazioni per alcune manifestazioni, come quella dell’Usb inizialmente prevista in piazza Scala e successivamente trasferita in piazza Leonardo da Vinci.

Nel descrivere il clima che accompagna la mobilitazione, Libero sottolinea come, dopo i fatti di Torino, i gruppi antagonisti abbiano rilanciato la protesta rivendicandola apertamente, senza prese di distanza dagli episodi di violenza. Nei messaggi diffusi sui social, la contestazione viene presentata come un passaggio politico destinato a proseguire nelle prossime settimane.

Iscriviti alla Newsletter Frontale - a cura di Fabio Massa

L’attenzione degli organizzatori si sposterebbe dunque ora su Milano, considerata un obiettivo simbolico anche per la concomitanza con l’arrivo di delegazioni internazionali e con la presenza di apparati di sicurezza legati agli Stati Uniti. In questo quadro si inseriscono le proteste già andate in scena nei giorni scorsi e quelle annunciate per il 6 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale.


Parallelamente alle manifestazioni, resta massima l’attenzione per gli appuntamenti istituzionali. Nei prossimi giorni sono attesi capi di Stato e ministri per eventi ufficiali, con chiusure al traffico e zone rosse in aree sensibili come la Fabbrica del Vapore e lo stadio Meazza. Il dispositivo di sicurezza prevede l’impiego di migliaia di agenti per l’intera durata dei Giochi. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è evitare che la protesta degeneri e che Milano si trovi a rivivere scenari già visti in passato, in un contesto reso ancora più delicato dalla rilevanza internazionale dell’evento olimpico.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE MILANO

 








A2A