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Milano
Pd, Europee: se il capolista è Pisapia, il femminismo non serve più...
Giuliano Pisapia

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C'erano una volta le femministe. Ehi, femministe di tutto il mondo, e in particolar modo del Pd, guardate un po' qui. Nel 2014 il Partito Democratico candidava ai primi cinque posti del collegio Nord Ovest tre donne e due uomini. Alessia Mosca, Sergio Cofferati, Mercedes Bresso, Patrizia Toia, Antonio Panzeri. Di questi cinque, peraltro, gli uomini sono spariti. Questa volta, invece, candiderà nella "testa di serie", Giuliano Pisapia, Pierfrancesco Majorino, Patrizia Toia, Mercedes Bresso, Brando Benifei. Sono pronto a scommettere che saranno due donne e tre uomini (conto semplice, visto che il capolista è uomo, e poi si va ad alternanza di genere). Ma non fa nulla, care femministe, perché il capolista è Pisapia. Se ci fosse stato un altro, avreste urlato allo scandalo numerico. Mi vien da dire che anche il femminismo è come tutto il resto: si usa quando serve. E quando serve no.

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