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Milano
Pedemontana: gruppo di banche concede mutuo da 200 milioni
Pedemontana

Pedemontana: mutuo da 200 milioni da Banca Intesa e altre banche


Un gruppo di banche, capofila Banca Intesa, ha deciso di trasformare il 'prestito ponte' da 200 milioni concesso ad Autostrade Pedemontane Lombarde in un mutuo che la societa' che la societa' dovra' estinguere entro il 2034. Si tratta di un vero e proprio possibile salvataggio in extremis perche' la societa', incaricata di realizzare il collegamento autostradale tra le province di Varese e Bergamo, potrebbe recuperare le risorse necessarie per ultimare il progetto. Sono questi gli esiti dell'udienza che si e' svolta davanti al giudice relatore della sezione fallimentare del Tribunale di Milano Guido Macripo' il quale ha preso atto della bozza di accordo tra la societa' e le banche riservandosi una decisione per la settimana prossima sulla richiesta di fallimento presentata mesi fa dalla Procura. Assieme alla bozza, i legali della Pedemontana hanno presentato anche una 'lettera in cui il governatore lombardo Roberto Maroni ha manifestato la propria disponibilita' a farsi da garante per la solvibilita' del mutuo. I pm Paolo Filippini e Giovanni Polizzi hanno preso atto dei nuovi documenti presentati dai legali della societa', ma non hanno revocato la richiesta di fallimento.

Maroni: "Vicenda incredibile: tutte le imprese italiane così fallirebbero"


"È una vicenda che io continuo a ritenere incredibile - ha commentato Maroni -, perché si è chiesto il fallimento di Pedemontana non per la evidente presenza di uno stato di insolvenza, ma per il fatto che, se le banche non avessero rinnovato il prestito ponte, che scade a gennaio dell'anno prossimo, forse la società si sarebbe trovata in uno stato di insolvenza".  "Se applichiamo questo criterio a tutte le imprese italiane, tutte le imprese italiane falliscono - ha aggiunto Maroni -, perché è possibile che una società che magari oggi non ha problemi, finisca in uno stato di insolvenza: si chiama rischio di impresa ed è connaturato all'attività imprenditoriale". "Detto questo, noi abbiamo chiesto alle banche di anticipare la disponibilità a rinnovare il prestito ponte dell'anno prossimo - ha fatto sapere Maroni -: tutte le banche lo hanno dichiarato, tutte, tranne una, hanno già deliberato. Nell'udienza di oggi si è preso atto di questo e penso che, non appena l'ultima banca nei prossimi giorni delibererà, si chiuderà questa vicenda in modo positivo: verrà cioè respinta la richiesta di fallimento"

"Noi, come Regione Lombardia abbiamo fatto, d'intesa con la società pedemontana e con la società Serravalle, tutto quello che ci è stato chiesto: abbiamo passato momenti non piacevoli negli ultimi mesi, ma sono ottimista, se oggi non si è chiusa formalmente, penso che nei prossimi giorni avremo una buona notizia su questo fronte, grazie anche all'intervento di Regione Lombardia concordato con le banche creditrici, che consentirà di rinnovare il prestito ponte".

"Costa di più non farla che farla - ha ribadito poi Maroni, rispondendo a una domanda e citando l'ex presidente della società, Antonio Di Pietro -: dopo la decisione del Tribunale, il passaggio successivo, che ho inutilmente sollecitato da oltre un anno al governo, è la firma, da parte del Mef-ministero dell'economia e delle finanze, del secondo atto aggiuntivo per Pedemontana, approvato dal Cipe e firmato dal Mit-ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che consentirebbe alla società di proseguire nell'iniziativa per la conclusione delle opere: doveva essere firmato lo scorso anno, ma poi la procedura di fallimento iniziata a luglio ha congelato tutto".

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