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Milano
Pedopornografia online: nella rete internazionale anche prete italiano

Maxi operazione della Polizia di Stato contro la pedopornografia online: dalla mattina Polizia Postale di Milano e altre unita' dislocate su tutto il territorio italiano hanno eseguito perquisizioni personali, locali e informatiche a carico di 29 persone. Il gip di Milano ha emesso anche quattro ordinanze di custodia cautelare in carico a carico di altrettante persone: si tratta di un sacerdote 49enne, un operaio 51enne e due disoccupati di 50 e 58 anni. I 29 cittadini italiani coinvolti nell'operazione facevano parte di una rete internazionale ancora piu' ampia: le indagini della polizia postale di Milano hanno permesso di identificare complessivamente 233 utenti su scala mondiale che, attraverso canali di comunicazione on line definiti dagli inquirenti "nascosti e abbastanza sofisticati", si scambiavano materiale pedopornografico. Secondo quanto emerge dalle indagini, il carattere delle immagini e dei video scambiati on line da questo gruppo di pedofili era estremamente efferato: si parla di pesanti violenze e atti sessuali commessi nei confronti di bambini minori di dieci anni, e di altri minori costretti ad atti sessuali tra loro e con animali.

Sono 25 le province interessate dalla maxi operazione contro la pedopornografia online. La Polizia Postale di Milano coordina in particolare le attivita' di 11 compartimenti territoriali nei territori di Alassio (SV), Alessandria, Besana Brianza (MB), Bordighera (IM), Busnago (MB), Castel Fiorentino (FI), Cava Manara (PV), Citta' Ducale (RI), Genova, Gussago (BS), Lariano (Roma), Livorno, Loale (VE), Locorotondo (BA), Massa Martana (PG), Nettuno (Roma), Noto (SR), Novellara (RE), Pistoia, Pomezia (Roma), Portomaggiore (FE), Selva di Val Gardena (BZ), Roma, Taormina (ME) e Torrecuso (BN).

COINVOLTI 35 PAESI IN 5 CONTINENTI/ La rete di pedofili che si scambiavano materiale pedopornografico online individuata dalla Polizia Postale di Milano si estendeva attraverso tutti e cinque i continenti: con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e del Segretariato Generale dell'Interpol di Lione la Polizia Postale di Milano ha inviato alle forze dell ordine di 35 Paesi le informazioni relative ai 204 utenti stranieri identificati: si va dal Brasile al Canada, dalla Croazia alla Costa Rica, dall'India all'Iran, passando per Usa, Yemen, Singapore, Venezuela, Regno Unito, Pakistan, Francia, Germania, Australia, Israele, Spagna e Sud Africa. Secondo gli inquirenti la rete di pedofili non funzionava attraverso la compravendita di materiale pedopornografico, ma tutto passava attraverso lo scambio di video e immagini. Le indagini sono iniziate nel 2012 monitorando alcuni servizi di condivisione di immagini e alcuni luoghi virtuali in cui alcuni utenti mostravano interessi sospetti verso i minorenni. Questi luoghi virtuali erano una sorta di anticamera dalla quale i pedofili si spostavano poi su canali virtuali coperti per scambiarsi il materiale. Gli inquisiti erano molto attenti a comunicare nella massima segretezza, e per incastrarli la Polizia Postale si e' avvalsa di agenti sotto copertura e attivita' tecniche di intercettazione telefonica e intercettazione telematica.

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pedopornografiapolizia postaleviolenze sessualiabusi







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