Milano
Pinocchio/ C'era una volta un Paese che aveva i tesori in soffitta

ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), ALLE 19.15
ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO "PANE AL PANE" E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
C'era una volta un Paese che aveva i tesori in soffitta. O in cantina. Veramente siamo all'assurdo. Oggi, leggendo il Corriere della Sera, mi sono imbattuto in un articolo che riassume l'essenza di quel che non funziona in Italia. A Lodi, città di Guerini, uno degli uomini più influenti d'Italia fino a poco tempo fa, ci sono 333 quadri che costituiscono il patrimonio artistico di Lodi. Come recita il giornale "la sua pinacoteca. Un tempo vanto del museo civico cittadino, oggi materiale in attesa di destinazione. Opere che non solo i lodigiani non vedono dal 2011, ma per la cui salute ora si teme pure". E poi c'è l'esperto che dice che ovviamente per le tele non è salutare rimanere avvolte per anni in cellophane in spazi chiusi. Infine, a completare la rassegna degli orrori, c'è la lista degli autori, alcuni anche molto famosi. Ma facciamola breve: in una città della Lombardia c'è una pinacoteca smontata e messa in un caveau per sei anni perché non c'è un posto dove esporre queste opere. Ottimo, bene. Proprio bene. Intanto però a Pisa pensano di costruire una grande ruota panoramica per vedere meglio la torre pendente. Sentivo l'intervista all'assessore alla Cultura: "Servono idee nuove per il turismo". Detto che io sono d'accordo con la ruota panoramica, idea nuova, vorrei anche dire che pure le idee vecchie andrebbero prese in considerazione. Ovvero: quando hai il quadro di un grande autore, esponilo. Magari in un posto appetibile e con molta pubblicità. Vi stupirebbero le code di gente che vuole vedere e visitare, come stupiscono le code di Palazzo Reale.












