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Pinocchio/Elezioni, centrodestra e il nuovo Albertini (che non arriverà)

C’era una volta un Paese nel quale le elezioni erano a giugno ma alla fine tutto si decideva a febbraio. Il centrodestra, ad oggi immobile, spera forse in un nuovo Albertini. Ma non si rende conto che sono altri tempi…

ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45

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C’era una volta un Paese nel quale le elezioni erano a giugno ma alla fine tutto si decideva a febbraio. La sensazione, a vedere il Teatro dal Verme pieno, con la gente in coda già dalle quattro di pomeriggio quando il confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra sarebbe stato alle 19, è una chiarissima indicazione politica. In città si moltiplicano gli eventi e praticamente tutti sono molto partecipati. Una campagna elettorale di fatto imponente, già partita, e che durerà altri quattro mesi. Certo, con colpi bassi e alti, con gli altarini che vengono fuori. Però la mobilitazione è incredibile. Buon per loro. E per il centrodestra? La tattica della destra è l’attendismo. Assurda. Incredibilmente assurda. Tanto assurda che si giustifica solo con il fatto che alla destra mancano tre cose: la coalizione (ncd sì o no? Lega insieme a Forza Italia o no?), manca il programma (le proposte? sono state formalizzate? ci sono idee forti da proporre?) e manca il candidato sindaco. In fondo, manca solo tutto. E la cosa più preoccupante è che non si vede nulla all’orizzonte. C’è chi, commentando l’attendismo del centrodestra, richiama la vicenda di Albertini, che sul motto veni vidi vici, arrivò tardissimo alle elezioni e le vinse. Peccato che erano altri anni, con gli azzurri al massimo e il Cavaliere in pieno galoppo.