Pinocchio/Expo, dopo i record cosa resterà? - Affaritaliani.it

Milano

Pinocchio/Expo, dopo i record cosa resterà?

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C’era una volta il paese dell’Expo. Perché ormai, a Milano, siamo (anzi, dovremmo essere), già oltre. E invece pensiamo ancora alle Esposizioni come qualcosa che dureranno, settimana dopo settimana, record dopo record, coda dopo coda. Manca poco più di un mese, e tutto sarà finito, invece. Si capirà se è stato un falò delle vanità, così come ha sempre ipotizzato qualcuno. Oppure se è stata una buona operazione per l’Italia. Se il miliardo di euro che è stato utilizzato è stato speso bene oppure se è stato speso male. E vedremo anche se tutto è andato liscio, se i magistrati decideranno di accendere fari e faretti, se ci saranno indagini. Vedremo se i conti del Comune e quelli della Regione saranno andati in pareggio o se qualcuno ci dovrà mettere dei soldi. La sfida è stata dura, complicata. Mediaticamente è già stata vinta. Expo convince, ha convinto, dopo un inizio complicato, dopo le tante incertezze sui dati. Ora bisogna vedere se è davvero oro quel che luccica. Non abbiamo dubbi sul fatto che sarà così. Tuttavia, Milano dovrebbe pensare oltre. E invece, preoccupantemente, stiamo andando verso una nuova fase di stallo. Le mille piccole liti, le lungaggini amministrative, oggi la rimozione dell’advisor che avrebbe dovuto lavorare sul post Expo. E sottotraccia ci sono le liti tra Regione ed Expo Spa. Pare di essere tornati ai vecchi tempi dei litigi tra Diana Bracco e Lucio Stanca. Ve li ricordate? Lei era la presidente di Expo Spa, e lui l’amministratore delegato. E’ finita che lei ha silurato lui. E che ha dato ai suoi due cani i nomi “Lucio” e “Stanca”. Piccoli aneddoti per piccole vendette.








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