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C’era una volta un Paese che non andava a votare. O almeno così sembra da questa sonnolenta e un po’ imbolsita città. A girar per strada, se uno chiede “ma chi voti, Parisi o Sala?” la risposta tipica è: “Perché, si vota?”. E allora, fatemelo dire anche se sono impopolare e anche se va contro il mio personalissimo business, visto che sono nel campo dell’online e la carta non è proprio il mio campo d’azione: quest’anno si sta dimostrando che gli orrendi manifesti con i faccioni, mezzi stracciati, uno sull’altro eccetera eccetera, servono. Servono. Non tanto per promuovere questo o quel candidato, ma per far finire nel cervello delle persone la percezione che c’è un voto da esprimere. E così, i muri sporchi dei quali tutti si lamentano, probabilmente, servono. Servono più stalli, servono perché nella mia opinione un voto che viene espresso è più importante di un muro senza colla e faccione. Il rischio è che il sindaco lo scelgano in quattro gatti. E questo va assolutamente evitato.

