Milano
Pinocchio/La villa al mare di Sala e le "sirene" giustizialiste

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C’era una volta una città che era proprio italiana. E questa città è Milano. Qui a Milano, a volte, vorremmo essere svizzeri, o comunque europei nei costumi. Non a caso ci chiamiamo “capitale morale”. Vorremmo essere una città tollerante, una città che non condanna mediaticamente, una città che non vive sugli scandali. Insomma, non vorremmo proprio essere Roma. Eppure, oggi come oggi, le primarie mi riportano alla mente una Milano giustizialista, dove si era condannati prima ancora di aver fatto alcunché. E’ il caso di Beppe Sala e della sua casa al mare. Si parla di un architetto, di lavori svolti. Il problema è che tutti gli articoli insistono su un punto: non c’è nessun tipo di reato. E allora di che cosa stiamo parlando? Perché stiamo polemizzando? Il problema, per me, è che nel frullatore delle elezioni arrivano sempre elementi di disturbo invece di parlare dell’unica cosa che interessa ai cittadini: come far funzionare una città che è sì più bella oggi, ma che se si ferma è perduta.












