Milano
Pinocchio/ Milano "the place to be", ma a Roma non lo sanno...

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ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO "PANE AL PANE" E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
C’era una volta il mito della Milano da bere. Ve la ricordate? Anni 80, donne e bella vita, socialisti al potere. C’era però un corollario, sul quale oggi dovremmo riflettere. Milano non era solo da bere, ma era anche il posto dove venivano prese decisioni e soprattutto la città che davvero in Italia contava anche nelle scelte politiche. La città dell’innovazione politica. Ora, quanto a innovazione politica, è verissimo che si continua a sperimentare praticamente solo sotto la Madonnina, stante la rivoluzione fiorentina di Renzi. Dopo quella, qui si è sviluppato tutto. Ma la città ha ancora un problema e pure bello grosso. A Roma conta ancora troppo poco. Il rischio dell’irrilevanza era una realtà con Letizia Moratti, malgrado il “governo amico”. Ricordate Tremonti che disse a donna Letizia: “Lo Stato non è tuo marito”, solo perché chiedeva soldi per Expo? Era una realtà anche con Giuliano Pisapia, che ha dovuto far l’impossibile per far quadrare i conti. Poi, piano piano, la reputazione e l’importanza di Milano sono cresciute. Ora è the place to be, il luogo adatto, la città più avanzata d’Italia e forse l’unica città davvero europea, se essere europei fosse ancora un vanto. Anche da Roma, si guarda all’esperienza milanese. Al punto che, secondo quanto scrive Affaritaliani.it Milano, Renzi vorrebbe un accordo con l’ex sindaco Giuliano Pisapia proprio per replicare a Roma il modello Milano. Il punto è che c’è ancora qualcosa che non va. Qualcuno che snobba la capitale morale. Perché non può essere che sui profughi la gestione sia così approssimativa. Non può essere che su Expo continui il balletto sui soldi. Il rischio è che una città eterna, ma morta, come Roma, uccida una città, Milano, che è appena risuscitata dalle nebbie della crisi.












